Costruisci delle buone abu



Cerca nel sito >>>

La Parola della Grazia - Culto ore 19:30 - Napoli, Domenica 30 Settembre 2007

Oratore: Pastore Antonio Russo

LE ARMI DELLA NOSTRA BATTAGLIA
CENA DEL SIGNORE

In questa serata, l'affluenza dei credenti è stata abbastanza buona, tenuto conto che, a Roma, si teneva il concerto di Darlene, cantante molto impegnata ad usare la musica come mezzo di conquista per i perduti e di edificazione per le chiese che intervengono agli eventi organizzati, quindi molti fratelli e sorelle, tra cui componenti del gruppo lode, ne hanno preso parte, riducendo così le presenze in chiesa.
Prima del culto, ripensando alle assenze che si verificavano nel gruppo lode, pensavo che lo Spirito Santo non si sarebbe sentito attratto dalla lode, che a causa delle assenze, poteva essere offerta.
Questa considerazione, vista la fedeltà e la presenza dello Spirito Santo, ha messo in me e in tutte le persone che sono intervenute al culto, la consapevolezza che non è il numero di strumentisti e dei cantanti che fa la differenza, ma è l'attitudine a partecipare alla lode e all'adorazione che richiama l'attenzione dello Spirito Santo, infatti, DIO guarda la fame che le persone hanno nel riceverlo.

Il messaggio che ci ha condiviso il pastore è stato come un monito per tutti, infatti, egli ci ha detto che, presi dall'inerzia della vita o dalle situazioni che si verificano nel suo corso, spesso dimentichiamo della potenza di cui DIO ci ha rivestiti nel momento in cui ci siamo riconciliati con Lui accettando GESÚ nel nostro cuore, questo giustifica il tema del sermone che appunto tratta delle armi con il quale DIO ci ha equipaggiati, per andare contro gli attacchi mossi da satana.

 Prima di parlare di quali armi disponiamo, il pastore si è soffermato sulla condizione (2°Corinzi 5:17) e sulla necessità delle armi soprannaturali che disponiamo come conseguenza alla nuova nascita, perché è bene sapere, che quando si rinasce a nuova vita è allora che veniamo attaccati dal diavolo, perché egli si rende conto che oltre ad aver perso una persona che egli stesso ha ottenebrato circa la Realtà Divina (2°Corinzi 4:4) , il Regno di DIO acquisisce un nuovo guerriero impegnato, contro di lui, in una guerra spirituale e che in più è chiamato ad influenzare positivamente altre persone.

Il diavolo ci attacca usando i nostri cinque sensi, infatti, la loro concupiscenza e la loro manipolazione, gli permettono di tentarci con lo scopo di farci peccare allontanandoci dalla presenza di DIO. Stabilite quali sono le armi che usa il nemico, andiamo a conoscere quelle due messe a nostra disposizione da DIO:

•  La Parola di DIO.    1Pietro 1:23.

La Parola di DIO non può essere distrutta, ne annientata, ne eliminata perché Essa è eterna e riporta le cose passate presenti e future che DIO stesso ha lasciato, affinché i Suoi figli sappiano la Sua volontà per la loro vita. Come detto prima, uno dei più grandi nemici della nuova creatura in Cristo è la conoscenza sensoriale (2°Corinzi 10:3-6) , infatti, i sensi, agiscono secondo volontà umana e parlano delle parole umane, mentre la fede parla delle parole di DIO e agisce secondo la volontà di DIO.

Il cristiano che vive per DIO, vive di conseguenza per fede, questo non perché DIO obbliga l'uomo, ma perché Egli vuole che esso creda alle Sue promesse e che faccia la Sua volontà affinché possa farle sue.

Per renderci chiaro questo concetto, il pastore mise a confronto due personaggi: Abrahamo eTommaso .

Abrahamo, considerò la Parola di DIO usando la fede e non la conoscenza sensoriale, anche se quello che l'era stato detto da DIO era, per una persona che non viveva per fede, una cosa irrealizzabile. Romani 4:17-21.

  Tommaso , invece, fu mosso dalla conoscenza sensoriale e non dalla fede, infatti, egli non     

  credette agli altri apostoli, quando questi gli parlarono della visita di GESÚ.

  Giovanni 20:24-29.

•  Il nome di GESÚ.

Quando il pastore ha incominciato a parlarci di questa seconda arma è stato chiaro per tutti che una volta rinati di nuovo, DIO ci ha dato, usando il nome di GESÚ, la possibilità di avvalerci della Sua potenza e della Sua presenza. Giovanni 14:12-14.

La potenza del nome di GESÚ, già si manifestò al tempo degli apostoli, infatti, negli Atti è riportato l'episodio della miracolosa guarigione di una persona che era zoppo dalla sua nascita e che come ogni giorno era davanti al tempio per chiedere l'elemosina, fino a quando non passarono di lì Giovanni e Pietro che, mosso da compassione, usò appunto il nome del nostro Signore per quella prodigiosa guarigione. Atti 3:1-16.

DIO in persona, gli ha dato un nome al di sopra di ogni nome e sovranità in cielo, sulla terra e sotto la terra (Filippesi 2:9-11) , infatti, il pastore faceva riferimento appunto a GESÚ quando andò nella fossa dell'inferno vincendo la morte, inizialmente, il diavolo pensava di essersi liberato del figlio di DIO, tanto che, felice della Sua morte, mandò un demone a vedere se Egli aveva attraversato le porte del suo regno e vide che ritornò pieno di segni e lividi causati da percosse, ne mandò un altro che puntualmente fece la sua stessa fine, allora decise di andare di persona ricevendo una sonora lezione ed eloquente umiliazione, tanto da divenire un pubblico spettacolo, confermando così che per la potenza di cui il Padre lo aveva rivestito, dopo tre giorni risuscitò. Matteo 12:40.

CONCLUSIONE

Questo deve farci riflettere, sul fatto che noi tutti abbiamo un Padre che non ha pregiudizi e che tratta i suoi figli allo stesso modo, quindi, considerato che la nostra condizione di figlio per DIO è equiparata a quella di GESÚ, questo ci rende forti ed equipaggiati ad affrontare le insidie che il diavolo usa per attaccare quanti, per grazia di DIO, hanno ritrovato quella relazione che la riconciliazione permette ad ognuno di quelli che hanno creduto nel nome glorioso di GESÚ.  

RIFLESSIONE

A mio parere, il messaggio condiviso dal pastore, ai fini della cura pastorale, assume un'importanza imprescindibile alla crescita spirituale di un credente, questa mia riflessione è scaturita dal vedere, quando il pastore menzionava il nome di GESÚ, i fratelli e le sorelle entusiasmarsi e al tempo stesso la presenza dello Spirito Santo manifestarsi sempre più, al punto che, quando il pastore ha incominciato a ministrare, un fratello che era reduce da un infortunio di lavoro, che riguardava uno schiacciamento alla mano sinistra, ha potuto, contro ogni previsione, articolare la mano e ringraziare DIO e lo Spirito Santo per il miracolo ricevuto.

 


| Torna su |