Annunci Profetici degli Ultimi Tempi
ANNUNCI PROFETICI DEGLI ULTIMI TEMPI
Casavatore 31-08-2025 PREDICAZIONE: PASTORE ANTONIO RUSSO
Questa settimana iniziamo una nuova serie, dal titolo "Annunci Profetici degli Ultimi Tempi", in cui ci concentreremo sulle profezie bibliche e su ciò che la Bibbia ci insegna riguardo a ciò che sta accadendo e a ciò che accadrà. Le profezie bibliche sono rivelazioni che Dio ha lasciato nella Sua Parola e che la Chiesa ha bisogno di conoscere, perché mostrano la prospettiva divina sugli ultimi tempi e rivelano l’intenzione di Dio. La Bibbia si rivolge profeticamente a tre entità collettive: i gentili, che rappresentano il mondo e il presente malvagio secolo; la Chiesa di Cristo, cioè i nati di nuovo; e Israele, il popolo eletto. Comprendere le tre direzioni delle profezie ci aiuta a restare vigili e a non essere sorpresi dagli eventi. Il motivo per cui condividiamo questa parola è che, pregando e meditando, ci siamo ricordati di ciò che è accaduto durante la pandemia da Covid-19, un evento che ha scosso non solo il mondo ma anche la Chiesa. Molti credenti non erano pronti ad affrontare una simile crisi, e la mancanza di preparazione ha generato confusione e smarrimento. Le statistiche parlano chiaro: circa l’80% dei credenti che frequentavano la chiesa prima del Covid non è più tornato. Questo dato ci invita a riflettere sull’importanza di conoscere i tempi, il Kronos di Dio, e di prepararci adeguatamente. Quando manca la preparazione, si genera un conflitto spirituale e pratico, ma Dio non ci lascia mai senza guida: ci parla in anticipo affinché possiamo essere pronti, e lo fa attraverso la Sua Parola profetica. L’apostolo Paolo, ispirato dallo Spirito Santo, ha diviso l’umanità in tre categorie: giudei, greci e la Chiesa di Dio.
1°Corinzi 10:32; “Non date motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla chiesa di Dio;”
I giudei sono Israele, il popolo eletto da Dio; i greci rappresentano il mondo, i gentili che non conoscono Dio; e la Chiesa di Dio è composta dai nati di nuovo, l’ecclesia, i chiamati fuori per compiere la volontà divina. Questa distinzione è fondamentale per comprendere la direzione delle profezie bibliche e per interpretare correttamente gli eventi che ci circondano. Guardare la realtà con occhi profetici significa riconoscere i segni dei tempi e comprendere meglio il disegno di Dio per il futuro. Dal 7 ottobre 2023 Israele è in guerra, ma non si tratta di Armageddon né di Gog e Magog, bensì di un conflitto limitato. Anche se nel mondo ci sono molte guerre, l’attenzione è su Israele, ma possiamo rassicurarci che questi eventi sono separati dalle battaglie profetiche principali. Nulla accade per caso: tutto è sotto il controllo di Dio e in accordo alla Sua volontà, non si tratta di un imprevisto, ma di un piano divino che si sta compiendo. Come pastori, Dio ci ha affidato il compito di dare direzione al popolo, di spiegare ciò che sta accadendo e il perché. La nostra voce deve annunciare e dichiarare ciò che Dio sta facendo oggi, e noi dobbiamo ascoltare con attenzione, perché c’è bisogno di prepararci. Le persone cercano risposte, e noi ministri di Dio siamo chiamati a darle, avendo le idee chiare su dove ci troviamo oggi e su dove stiamo andando. Per fare questo, dobbiamo distogliere lo sguardo dai nostri problemi personali e mettere Cristo al centro della nostra vita. Spesso la nostra esistenza ruota intorno a noi stessi, ma Dio ci invita a uscire dall’egoismo e a vedere la realtà attraverso la Sua prospettiva eterna. Dio non guarda solo a noi salvati, ma vede i nostri familiari, i nostri quartieri, la nostra città, l’Europa e il mondo intero, perché la Sua visione è molto più ampia della nostra. Il proposito della profezia biblica è che possiamo sapere cosa sta accadendo e perché, affinché siamo preparati e pronti. Tutta la Bibbia è una parola profetica rilasciata per l’umanità, un logos che diventa rhema, cioè una parola specifica per il tempo che viviamo. Quando riceviamo una profezia personale, dobbiamo comprenderla, prepararci e compierla, perché nulla succede da sé. Dobbiamo credere nella parola ricevuta e assumerci la responsabilità di adempiere ciò che Dio ci ha detto perché la profezia ci prepara, ci rende partecipi della Sua conoscenza e ci libera dall’ignoranza. Se Dio ci dice che saremo missionari, ce lo annuncia prima affinché possiamo prepararci. Predire significa dire in anticipo ciò che succederà, e per questo 1°Tessalonicesi 5:20 ci ricorda: “Non disprezzate le profezie”. Se non crediamo nelle profezie, non crediamo nella Bibbia e non crediamo in Dio, perché Egli si è rivelato attraverso la Parola profetica. Ci sono profezie personali che vanno esaminate e profezie corporali che riguardano il corpo di Cristo nel mondo, e oggi ci concentriamo su quelle che riguardano la Chiesa. Accogliere le profezie significa permettere allo Spirito Santo di operare liberamente nella nostra vita e nella Chiesa. Dopo che Dio parlò a Noè, egli impiegò circa 120 anni a prepararsi e costruire l’Arca; se non si fosse preparato, sarebbe morto come tutti gli altri, così anche noi dobbiamo prepararci e non ignorare la Sua Parola. Gli avvertimenti profetici non vanno intesi come minacce, ma come inviti divini a prepararci e ad orientarci nella giusta direzione. Quindi vediamo quello che è scritto nell'agenda di Dio riguardante la Chiesa di Cristo, cioè il rimanente.
La prima profezia, la Chiesa è pronta per la rinascita.
Gioele 2:28; “Dopo questo avverrà che io spanderò il mio Spirito sopra ogni carne; i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni.”
Questo è iniziato il giorno della Pentecoste, con la venuta dello Spirito Santo, la promessa per eccellenza, e la testimonianza dell’apostolo Pietro segnò l’inizio della rinascita della Chiesa.
La seconda profezia, la Chiesa è preparata per il più grande risveglio spirituale.
Il risveglio è necessario perché negli anni sono entrate bugie e falsità, tra cui l’apostasia. La volontà di Dio è che la Chiesa viva sempre spiritualmente risvegliata, ma quando si addormenta diventa secca e impreparata, non cosciente di ciò che accade, come avvenne durante il Covid.
La terza profezia, la Chiesa è pronta per la più grande raccolta di anime mai vista.
Questo è il tempo che stiamo vivendo, e dobbiamo prepararci perché arriverà un momento in cui non potremo più essere indifferenti, ma ci sarà tanto lavoro per l’opera di Dio. Quando arriva il risveglio arriva anche la raccolta, e le anime devono trovare una famiglia pronta ad accoglierle e farle crescere, non possiamo delegare ad altri, ma dobbiamo operare personalmente nel nome di Gesù. Gesù disse: “Guardate come le campagne biancheggiano per la raccolta” e se era pronta allora, lo è ancora di più oggi. La raccolta rappresenta la salvezza dei perduti che aprono gli occhi e cominciano a credere in Cristo.
Apocalisse 14:15; “Un altro angelo uscì dal tempio, gridando a gran voce a colui che sedeva sulla nuvola: «Metti mano alla tua falce e mieti, poiché l'ora di mietere è venuta e perché la messe della terra è matura».”
La quarta profezia, la Chiesa è pronta per l’ultima gloria rivelata.
Gesù non ritornerà per una chiesa debole, ma per una chiesa gloriosa, santa e irreprensibile, con segni, miracoli e prodigi.
Efesini 5:27; “per far comparire la chiesa davanti a sé gloriosa, senza macchia o ruga o alcunché di simile, ma perché sia santa ed irreprensibile.”
La quinta profezia, la Chiesa è pronta per il trasferimento delle ricchezze.
Dio ha stabilito che le ricchezze degli empi siano trasferite a chi è fedele.
Proverbi 13:22 dice: “L’uomo lascia un’eredità ai figli dei suoi figli, ma la ricchezza del peccatore è messa da parte per il giusto.” ed Ecclesiaste 2:26 afferma che l’empio accumula per lasciare a chi è gradito a Dio. Così avvenne in Egitto quando Israele spogliò gli egiziani, così oggi, l’empio accumula per dare a te e nell’ultima gloria dobbiamo cambiare mentalità, aumentando fede, preghiera e semina per credere a cose più grandi.
La sesta profezia, la Chiesa è pronta per i tempi di refrigerio.
I tempi di refrigerio sono tempi di riposo, in cui troviamo ristoro e pace. Nell’agenda di Dio c’è un tempo di riposo per la sua Chiesa e non è il riposo eterno.
Atti 3:19-21; “Ravvedetevi dunque e convertitevi, affinché i vostri peccati siano cancellati, e perché vengano dei tempi di refrigerio dalla presenza del Signore, 20 ed egli mandi Gesù Cristo che è stato predicato prima a voi, 21 che il cielo deve ritenere fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, dei quali Dio ha parlato per bocca di tutti i suoi santi profeti fin dal principio del mondo.”
Tempi di refrigerio sono tempi di shalom per il popolo di Dio, questa è la prospettiva biblica per la Sua Chiesa.
La settima profezia, la Chiesa deve stare attenta ai tempi di inganno.
Gesù lo ha annunciato. Nessuno verrà ingannato se non crede a una menzogna, perché credendo a ciò che qualcuno dice di male su un fratello o una sorella entriamo nell’inganno. Questo significa che lo spirito di inganno entra e ottiene dominio sulla nostra vita solo se crediamo, mentre se non crediamo quello spirito non ha alcun potere. Molti verranno ingannati, per questo la Chiesa deve aprire gli occhi e non vivere superficialmente, perché la superficialità è inganno. Credere di poter vivere nel peccato e allo stesso tempo essere rapiti da Gesù, pensando “una volta salvato, sempre salvato”, è inganno, perché la Scrittura ci insegna che “… ma chi persevererà fino alla fine sarà salvato” (Matteo 10:22).
Matteo 24:22; “E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuna carne si salverebbe; ma a motivo degli eletti quei giorni saranno abbreviati.”
L’ottava profezia, la Chiesa deve stare attenta ai tempi della grande apostasia.
L’apostasia non arriva all’improvviso, ma passo dopo passo: oggi una cosa, domani un’altra, fino a smettere di guardare alla croce e ad abituarsi ad ascoltare voci che allontanano dalla presenza di Dio. La Bibbia parla di calunniatori e mormoratori, uomini bugiardi, perché “la bocca parla dall’abbondanza del cuore”.
1°Timoteo 4:1; “Or lo Spirito dice espressamente che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, dando ascolto a spiriti seduttori e a dottrine di demoni,”
Apostasia significa disertare, rinnegare Cristo, smarrire la via; questo riguarda la Chiesa. Persino l’ufologia oggi diventa religione, e un giorno diranno che gli UFO hanno portato via milioni di persone rapite da Cristo. Il verso 2 aggiunge: “per l’ipocrisia di uomini bugiardi, marchiati nella propria coscienza.” Quando perdiamo il timore di Dio e non proviamo più dolore per il peccato, diventiamo marchiati nella coscienza, eppure uomini che hanno conosciuto Cristo lo rinnegheranno. Policarpo, apostolo della fede, davanti ai persecutori dichiarò: “Come posso rinnegare Colui dal quale ho ricevuto solo del bene?” e morì per Cristo. E noi, come possiamo rinnegare Colui che ci ha salvati, liberati, guariti e trasformati?
La nona profezia, la persecuzione della Chiesa.
Non si tratta di qualcosa di lontano da noi e non riguarda la grande tribolazione, ma una realtà imminente: la Chiesa sarà perseguitata. In molte nazioni oggi è vietato predicare il Vangelo; in Iran una donna convertita non può più tornare in patria perché condannata a morte, e in Corea del Nord i cristiani rischiano l’esecuzione o i campi di concentramento. Non si parla di secoli fa, ma di fatti attuali che spesso non vengono riportati nei telegiornali: chiese incendiate, cristiani uccisi. La domanda è se la Chiesa sia pronta alla persecuzione che arriverà.
La decima profezia, Dio sta separando il grano dalla zizzania.
1°Giovanni 2:18-19; “Fanciulli, è l'ultima ora… sono sorti molti anticristi; da questo conosciamo che è l'ultima ora. 19 Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri perché, se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; …”
L’apostolo Giovanni parla dell’apostasia, di coloro che erano in mezzo alla comunità ma non appartenevano realmente ad essa. La distinzione tra grano e zizzania non è immediata, perché esteriormente appaiono uguali, ma la differenza è nel frutto: il chicco del grano è pieno, quello della zizzania è vuoto. Il grano porta amore, fede, semina e conquista di anime, mentre la zizzania è sterile, priva di amore e di frutti spirituali. Gesù ha detto che l’albero si riconosce dai frutti, non dalle parole. Quando soffia il vento dello Spirito Santo, il grano si piega in umiltà, la zizzania resta rigida, non si lascia piegare, non chiede perdono, non riconosce i propri errori e non si assume responsabilità. Il grano invece si arrende al movimento dello Spirito, ammette le proprie colpe, si umilia davanti a Dio e ai fratelli, desidera compiere il proposito divino e si moltiplica quando il vento lo sparge, mentre la zizzania rimane sola, piena di orgoglio e incapace di umiliazione. Dio in questo tempo sta separando il grano dalla zizzania e ciascuno di noi deve chiedersi: sono grano o zizzania?
L’undicesima profezia, la rivelazione della sposa, del rimanente.
La sposa di Cristo non sarà debole né morente, ma gloriosa, santa e irreprensibile.
Efesini 5:26-27; “… avendola purificata col lavacro dell'acqua per mezzo della parola, 27 per far comparire la chiesa davanti a sé gloriosa, senza macchia o ruga o alcunché di simile, ma perché sia santa ed irreprensibile.”
La condizione della Chiesa, secondo il disegno di Dio, è quella di una comunità viva e santa, che manifesta la Sua gloria.
La dodicesima profezia, la restaurazione del timore di Dio.
Nella Chiesa contemporanea spesso si è perso il rispetto e la riverenza verso Dio, perché le persone trattano le cose sacre con superficialità, preferendo i social alla Bibbia e ad una vita risvegliata. Prima che scenda l’ultima gloria, Dio restaurerà un santo timore nella Chiesa. Il timore di Dio trattiene dal peccato, ispira obbedienza alla Parola e diventa fonte di vita.
Proverbi 14:27; “Il timore dell'Eterno è una fonte di vita, che fa evitare i lacci della morte.”
La perdita del timore di Dio si riconosce dal linguaggio sporco, dalle parole distruttive, dall’abbigliamento indecoroso e dal modo in cui si trattano gli altri. Se non si teme Dio, si manca di rispetto verso il prossimo; chi teme Dio mostra rispetto e santità interiore che si riflette all’esterno. Non si tratta di legalismo o di religiosità, ma del desiderio di fare la volontà di Dio, perché chi ha il Suo timore non vuole peccare contro il proprio Signore.
La tredicesima profezia, un'ondata di Santità nella Chiesa.
Dio sta mandando un'ondata di santità nella Chiesa; quanti sentiamo forte il desiderio di santificarci? Guardate cosa dice l'apostolo dell'autore dell'Epistola agli Ebrei 12:14: “Procacciate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore.”
La quattordicesima profezia, la purificazione della Sposa.
Non basta chiedere a Dio di purificarci: siamo noi a doverlo volere e mettere in pratica, perché il Signore ci ha lasciato la Parola per lavarci.
Apocalisse 19:7-8; “Rallegriamoci, giubiliamo e diamo a lui la gloria, perché sono giunte le nozze dell'Agnello e la sua sposa si è preparata.”
Non dice che Dio l'ha preparata, ma dice che la sposa si è preparata per incontrare lo sposo. Dobbiamo rifiutare alcol, pornografia, dicerie, lamentela, mancanza di perdono e peccato. Dio ci dà la grazia, ma siamo noi a decidere; Signore, purifica i nostri peccati, perché non vogliamo vivere nel compromesso, sapendo che siamo la Sua sposa.
Verso 8; “E le è stato dato di essere vestita di lino finissimo, puro e risplendente, poiché il lino finissimo sono le opere giuste dei santi».”
La sposa si è preparata, il nostro compito è santificarci e purificarci.
La quindicesima profezia, la Chiesa entra in "Goscen".
Goscen, da Genesi, è il luogo destinato dal faraone al popolo di Giuseppe: terra di abbondanza, gloria, Shalom, salute e prosperità.
Genesi 47:6; “il paese d'Egitto è a tua disposizione; fa' abitare tuo padre e i tuoi fratelli nella parte migliore del paese; dimorino pure nel paese di Goscen. …”
Genesi 47:27: “Così Israele abitò nel paese d'Egitto, nel paese di Goscen; là essi ebbero dei possedimenti, furono fruttiferi e si moltiplicarono grandemente.”
Quando parleremo delle profezie del mondo, capiremo che, mentre arriverà il bisogno nel mondo, noi saremo nel Goscen per entrare nella gloria. Dio ci chiede un cambiamento di mentalità e un rinnovamento della mente, perché la prima gloria, pur meravigliosa, non può essere paragonata a quella che sta per essere versata.
Ora andiamo verso la conclusione riconoscendo che stiamo entrando in un nuovo tempo come Chiesa e Dio ci ha detto di cambiare tutto, perché questa gloria non è la stessa di prima, e chi non è disposto a cambiare non potrà passare la transizione. La Bibbia ci insegna che chi è disposto a ubbidire mangerà i migliori prodotti del paese, e per questo tutto ciò che vi abbiamo condiviso, riassunto in 15 punti, riguarda le profezie per la Chiesa. Dobbiamo prepararci per la gloria che sta per arrivare, per distinguere il grano dalla zizzania ed entrare nel Goscen, la terra di abbondanza, dove vivremo nella pienezza della benedizione di Dio.
