La Croce che ha vinto e la Resurrezione che ha cambiato tutto
LA CROCE CHE HA VINTO E LA RESURREZIONE CHE HA CAMBIATO TUTTO
Casavatore 05-04-2026 PREDICAZIONE: PASTORE ANTONIO RUSSO
Cominciamo col dire che oggi introduciamo un tema centrale della nostra fede, “La croce che ha vinto e la Risurrezione che ha cambiato tutto”. Parliamo della Pasqua non come un semplice ricordo, ma come una realtà viva che continua ad operare nelle nostre vite. Riconosciamo che la croce ha vinto perché ha pagato un prezzo che noi non avremmo mai potuto pagare, mentre la risurrezione ha cambiato tutto perché ci libera e ci dona potenza per vivere una vita nuova. Comprendiamo quindi che Dio desidera che noi viviamo una vita di risurrezione, trasformata e guidata dalla Sua presenza. Gesù è andato alla croce con uno scopo preciso: nulla è stato lasciato al caso, ma tutto faceva parte di un piano stabilito per portare salvezza, libertà e una nuova vita. Nella Pasqua riconosciamo due momenti fondamentali, la croce e la risurrezione. Alla croce, nel naturale, sembrava una sconfitta, Gesù appariva come un innocente condannato e distrutto, ma ciò che sembrava una sconfitta è stata la più grande vittoria perché mentre Gesù moriva il peccato veniva giudicato, il nostro debito veniva pagato e satana veniva sconfitto e reso un pubblico spettacolo. Il terzo giorno la pietra è stata rotolata via dal sepolcro, non perché Gesù ne avesse bisogno, ma come segno per noi, come testimonianza visibile, infatti la tomba vuota dichiara che Gesù è il Signore dei signori e il Re dei re, quindi noi non serviamo un morto ma un Salvatore vivente e questa verità deve diventare rivelazione nel nostro cuore per produrre cambiamento. Alla croce Gesù ha distrutto il potere del peccato: prima dominava e noi eravamo come una fabbrica incapace di fare il bene, ma ora non ha più autorità su di noi perché è stato vinto, come sta scritto in Isaia 53:5: “Ma egli è stato trafitto per le nostre trasgressioni…”. La croce è il luogo dove il peccato è stato giudicato, il debito pagato e la colpa espiata una volta per sempre. In Colossesi 2:14 leggiamo: “Egli ha annientato il documento fatto di ordinamenti, che era contro di noi e che ci era nemico, e l'ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce.” Esisteva un documento contro di noi che dichiarava la nostra colpa, ma Gesù lo ha distrutto, Dio non ha ignorato il peccato ma ha trovato una soluzione giusta attraverso la croce, che è il tribunale dove la grazia viene manifestata e dove Cristo è stato giudicato al posto nostro per darci la vittoria, infatti alla croce Gesù ha disarmato e distrutto satana spezzando definitivamente il suo potere. Cominciamo col dire che nel libro dei Colossesi 2:15 leggiamo: “avendo quindi spogliato le potestà e i principati, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro in lui.” Come nell’Impero Romano un nemico sconfitto veniva esposto e umiliato, così Gesù, prima di salire al cielo, discese negli inferi e manifestò la Sua vittoria: sconfisse satana, lo espose alla vergogna e spezzò il suo potere una volta per sempre, compiendo un trionfo totale. Dopo la croce Gesù compì un’opera profonda e potente: scese nel seno di Abramo, annunciò a coloro che avevano vissuto nella speranza del Messia che la promessa si era compiuta proclamando: “Il Messia che aspettavate è qui” e li condusse alla presenza di Dio. Scendendo negli inferi proclamò l’adempimento delle profezie, affrontò satana, lo detronizzò e lo disarmò, togliendogli l’autorità usurpata all’uomo, spezzando ogni potere del nemico. Dio aveva affidato ad Adamo l’autorità sulla terra dicendo: “Domina e usa autorità su tutta la creazione”, ma quando Adamo cadde nel peccato, satana ne approfittò per portare distruzione. Gesù discese negli inferi e, mentre satana pensava di aver vinto, non si accorse che la morte di Gesù era la sua sconfitta. Gesù lo affrontò, lo umiliò davanti ai demoni e trionfò completamente su di lui. Il Calvario non fu una sconfitta, ma la più grande vittoria: alla croce satana perse il diritto di accusare, la morte il suo potere e l’inferno la sua autorità. Tutto fu fatto per noi, perché Gesù dichiarò: È compiuto, “Tetelestai”, il prezzo è stato pagato completamente. Se fosse rimasto nella tomba, il sacrificio non sarebbe stato confermato dal Padre, ma il Padre accettò il sacrificio dell’innocente per salvare noi, liberarci, guarirci e farci del bene, prendendo su di Sé la nostra condanna. La resurrezione è la firma di Dio sulla croce: Romani 4:25 dice: “il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.” Questa verità produce in noi una speranza concreta e attiva, capace di sostenere e trasformare la nostra vita. Noi siamo resi giusti per mezzo di Gesù, non per le opere, ma per il favore divino. Quando Gesù uscì dalla tomba, il peccato fu sconfitto: i legami e i vizi non hanno più dominio su di noi, la morte fu vinta e la giustificazione resa disponibile a chiunque invochi il nome del Signore. La croce pagò il prezzo e la resurrezione rilasciò potenza: Romani 6:4 dice: “Noi dunque siamo stati sepolti con lui per mezzo del battesimo nella morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi similmente camminiamo in novità di vita.” Pasqua non è solo un evento storico o una tradizione, ma una potenza presente che libera, trasforma e genera uomini e donne nuovi: 2 Corinzi 5:17 dice: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove.” Romani 8:11 aggiunge: “E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che risuscitò Cristo dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali mediante il suo Spirito che abita in voi.” La resurrezione non fu solo la vittoria sulla morte, ma la distruzione definitiva di alcuni poteri, incluso il peccato, che non ha più dominio su di noi. Perciò ci consideriamo morti al peccato ma viventi in Cristo Gesù nostro Signore, camminando nella potenza della vita nuova che la croce e la risurrezione ci hanno donato. Cominciamo col dire che prima della croce il peccato dominava l’umanità e l’uomo, ma quando Cristo è morto ed è risorto, il peccato ha perso il suo trono. Il peccato può ancora tentare, ma non può più dominare chi è in Cristo. Noi non siamo più una fabbrica di peccato; chi riceve Gesù vede quella fabbrica distrutta, sconfitta, messa alla croce. Possiamo essere tentati, ma il peccato non ha più autorità sulla nostra vita, e camminare nel peccato diventa una nostra scelta consapevole. Alla croce è morto anche il diritto di Satana di accusare. Il diavolo non accusa il mondo, ma i fratelli, come leggiamo in Apocalisse: “Chi è l’accusatore dei fratelli?” Alla croce l’accusatore è stato sconfitto: Satana, colui che accusava giorno e notte, è stato spogliato di ogni potere, e il sangue di Gesù ha cancellato ogni accusa, perché il prezzo è stato pagato e il dominio della morte spezzato. L’apostolo Paolo scrive in 1 Corinzi 15:54: “… La morte è stata inghiottita dalla vittoria,” e in 1 Corinzi 15:55: “O morte, dov’è il tuo dardo? O inferno, dov’è la tua vittoria?” La morte, grande nemico dell’umanità, è stata sconfitta da Gesù; un credente non muore, si addormenta in attesa della resurrezione e del ritorno di Cristo. I morti in Cristo risusciteranno per primi, e noi viventi li incontreremo nell’aria sulle nuvole per essere con il Signore eternamente. Così la morte, il suo potere e il timore della morte sono stati annientati; per questo Paolo dice: “Vivere è Cristo, morire è guadagno.” Non si tratta di desiderare la morte, ma di comprendere che chi è nato di nuovo non teme più la morte, perché attraverso la croce il suo potere è stato sconfitto. Anche la separazione tra Dio e l’uomo è stata abolita: all’ultimo respiro Gesù disse, “Padre, nelle tue mani rimetto il mio spirito,” e il velo del tempio, spesso e pesante, che separava il luogo santissimo dal luogo santo, si squarciò dall’alto in basso, permettendoci l’accesso diretto alla presenza di Dio. Nell’antico Israele solo il sommo sacerdote poteva entrare nel luogo santissimo una volta all’anno, compiendo riti di purificazione e portando sacrifici per i peccati del popolo, nel giorno dello Yom Kippur, il giorno dell’espiazione. Oggi, grazie a Gesù, noi abbiamo libero accesso alla presenza del Padre. Alla croce ogni potere contrario è stato spezzato: il peccato è stato vinto, l’accusa è stata annullata e la morte ha perso il suo dominio, aprendoci la strada alla vittoria. Noi siamo chiamati a vivere questa realtà, non più come oppressi dal peccato o timorosi della morte, ma liberi, giustificati, e capaci di entrare direttamente nella presenza di Dio, sperimentando quotidianamente la potenza e la grazia del sacrificio e della resurrezione di Cristo. Sapete, nel luogo Santissimo dimorava la presenza di Dio, e Gesù ha spaccato il velo per dire a tutta l’umanità che ognuno può avere accesso diretto alla presenza del Padre. Nel tempio c’erano tre porte principali: la prima, che conduceva al cortile con l’altare dei sacrifici, era chiamata “la via”; la seconda, che portava all’interno del tempio, era chiamata “la verità”; la terza, che dal luogo santo permetteva l’accesso al luogo Santissimo, era chiamata “la vita”. Gesù disse: “Io sono la via, io sono la verità, io sono la vita", mostrando che attraverso di Lui possiamo entrare direttamente nella presenza del Padre. Oggi non serve un sommo sacerdote terreno né un sacrificio di animali, perché Cristo è la via aperta dal Padre affinché possiamo entrare nella Sua presenza. Alla croce è morta la condanna: Romani 8:1 afferma “Ora dunque non vi è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne ma secondo lo Spirito.” C’era una condanna, c’era un documento, ma è stato distrutto; noi viviamo sotto la grazia, il favore divino. È morta anche la disperazione dell’uomo: Pietro scrive “Benedetto sia il Dio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, il quale nella sua grande misericordia ci ha rigenerati a una viva speranza per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo dai morti.” (1 Pietro 1:3) Sapete, la fede è al presente, perché Dio salva ora; ciò che Dio ha detto si compirà. Senza la resurrezione, il cristianesimo sarebbe solo filosofia, fatto di belle parole senza potere trasformativo; ma con essa tutto cambia: nasce una speranza viva ed eterna capace di trasformare l’esistenza. Altra cosa fondamentale è che è stato distrutto anche il potere del regno delle tenebre: Egli ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del Suo amato Figlio, dalla cecità alla vita. La risurrezione inaugura una nuova era, dividendo la storia in prima e dopo Cristo, e Dio trasferisce le persone dal regno delle tenebre al regno di Suo Figlio, cambiando condizione e destinazione. Ogni volta che predichiamo l’evangelo e qualcuno riceve Cristo, il regno delle tenebre perde territorio. Dobbiamo annunciare la parola e ricordare alle persone che la Pasqua non è solo tradizione, ma realtà viva: Gesù è morto il quattordicesimo giorno di Nisan, offrendo la Sua vita in sacrificio per noi.
In conclusione, la croce dichiara che il peccato è perdonato, mentre la resurrezione annuncia che la vita può essere trasformata. Senza questa realtà, non ci sarebbe una vera trasformazione né una vita realmente rinnovata. Quando ci presentiamo a Lui dopo aver sbagliato, se chiediamo perdono, Dio non tiene più conto del peccato, perché è stato cancellato. C’è potenza nel sangue di Gesù: non solo copre, ma elimina, e Dio, nella Sua grazia, decide di non ricordare più. Per questo la croce cancella il passato, mentre la resurrezione apre davanti a noi un futuro glorioso, pieno di speranza e di una vita nuova.
