La Transizione richiede Decisioni di Cambiamento
LA TRANSIZIONE RICHIEDE DECISIONI DI CAMBIAMENTO
Casavatore 16-11-2025 PREDICAZIONE: PASTORE ANTONIO RUSSO
In questo servizio di culto noi affrontiamo il tema della transizione, qualcosa che richiede decisioni serie nella nostra vita di cambiamento, ricordando ciò che abbiamo condiviso riguardo alla battaglia nella mente e al fatto che Israele non è entrato nella terra promessa perché non aveva cambiato mentalità. Il cristianesimo, che non è semplicemente una religione ma una relazione, è l’unica realtà sulla terra che trasforma e cambia, perché quando non conoscevamo Gesù eravamo in un modo, ma conoscendo Lui non possiamo rimanere le stesse persone, quindi avviene una trasformazione nella nostra vita proprio perché abbiamo conosciuto Cristo. Questo non esiste in altre religioni e questa verità ci deve far riflettere, perché la Bibbia ci parla chiaramente del nostro bisogno di cambiamento. Israele non è entrato nella terra promessa e qualcuno potrebbe pensare che fosse perché stava sotto la legge, ma il Nuovo Testamento, soprattutto l’Epistola agli Ebrei, ci mostra che la loro esperienza è un modello per noi e in questo caso un esempio negativo, perché l’autore ci esorta a non ripetere i loro errori, sapendo che, come Dio, non risparmiò loro, Egli non risparmierà neanche noi. Per questo dobbiamo comprendere che c’è un tempo di cambiamento e quando cambiamo lo facciamo prima per noi stessi, poi per la nostra famiglia, per i nostri figli, per il nostro matrimonio, per la nostra casa, per la nostra chiesa, ma soprattutto per Cristo, perché questo ci insegna la Sua Parola. Israele non passò la transizione cioè il passaggio, non rinnovò la mente e non cambiò modo di pensare; pur essendo stato liberato continuò a vedersi schiavo e molti cristiani oggi vivono la stessa realtà perché, pur essendo stati liberati, non avendo rinnovato la loro mentalità secondo la Parola, continuano a comportarsi e vivere come schiavi. La transizione richiede decisioni che nessuno può prendere al posto nostro. La Parola che riceviamo nei culti, nei discepolati, nelle riunioni in casa è ciò che Dio usa per cambiare la nostra mente, ma questa Parola non deve trovare resistenza in noi, anzi dobbiamo assorbirla come una spugna, mettendola al centro del nostro cuore perché essa permette la trasformazione. È importante avere la Bibbia, preferibilmente cartacea, perché molti cambiamenti moderni possono alterare ciò che leggiamo, mentre la Parola vera non cambia mai; perciò dobbiamo leggerla, studiarla, confrontarla e meditarla perché morte e vita sono in possesso delle nostre parole e quando custodiamo la Parola nel cuore essa produce vita. Parleremo così di ciò che Dio sta facendo ora nel mondo: la transizione è il passaggio al nuovo che Dio ha preparato. Viviamo un tempo di cambiamento, tutto cambia e anche noi cambiamo perché siamo proiettati verso ciò che Dio ha preparato. Questo tocca la nostra vita personale, la nostra casa, il nostro matrimonio e la nostra chiesa, perché transizione significa passare da una condizione a un’altra, come quando si passa dall’essere single all’essere sposati, cambiando posizione, autorità e responsabilità nella nostra vita. Molti di noi non vivono la transizione e rimaniamo nella stessa condizione di prima, generando conseguenze anche nella casa e nella famiglia che abbiamo formato. Esiste una transizione dal vivere da persone carnali a vivere come persone spirituali, desiderose di piacere a Dio, e una transizione dall’essere persone immature al diventare mature e cresciute. C’è un tempo di transizione, un cambiamento di posizione, perché essere immaturi e dipendere sempre dagli altri senza assumersi responsabilità è diverso dall’iniziare a crescere e prendere responsabilità, e anche questo è una transizione. C’è una transizione dall’essere dipendenti al diventare imprenditori, una differenza radicale; così nella nostra vita siamo sempre in transizione. Per capire ciò di cui parliamo, dobbiamo ascoltare con le orecchie dello spirito, perché chi è nella carne non comprende e reagisce male al cambiamento. Chi vuole cambiare è felice, chi rifiuta il cambiamento vive male, soprattutto in un contesto dove una chiesa ci incoraggia a cambiare, e solo chi è nello spirito capisce ciò che stiamo predicando. La gloria futura sarà maggiore di quella precedente; ciò che Dio ha riservato alla sua chiesa negli ultimi tempi è più grande e glorioso di quanto possiamo immaginare. Egli ha già operato miracoli, salvezza e trasformazione, ma ciò che sta arrivando supera tutto. In Aggeo 2:3 leggiamo: "Chi è rimasto fra voi che ha visto questo tempio nella sua precedente gloria?" e al verso 9: "La gloria di quest'ultimo tempio sarà più grande di quella del precedente", dice l’Eterno degli eserciti; "e in questo luogo io darò la pace", dice l’Eterno degli eserciti.” Il meglio non è dietro, ma davanti, ed è ciò che Dio sta facendo, riversando gloria nella chiesa, e già si sentono rumori nel mondo di segni, miracoli, prodigi, benedizioni e prosperità di ciò che Egli opera oggi. Tutto dipende dal cambiamento che accettiamo nella nostra vita. Dio ha un’agenda e un programma, e noi dobbiamo allinearci alla Sua volontà e conoscere il Suo proposito. Egli rivela la sua agenda agli intimi, ai profeti, a chi vive nella Sua presenza. Ma non tutti transitano né accettano il cambiamento nella mentalità o in altre aree della vita. Gesù in Marco 8:18 (Amplificata) disse: “Avete occhi [che hanno visto i miracoli], eppure non riuscite a riconoscere [il significato spirituale]? Avete orecchi [che hanno udito le mie parole], eppure non comprendete [la verità annunciata]? E non ricordate [le opere potenti che ho compiuto davanti a voi]?” Parlava di occhi e orecchi spirituali. Dio sta muovendo un grande cambiamento, ma circa l’80% della chiesa non lo accetta e rimane nel vecchio, mentre Egli dice: “Io faccio una cosa nuova.” Noi non cambiamo perché il vecchio dà sicurezza, ma affidandoci a Dio è Lui che ci porta da un livello a un altro. Dobbiamo dichiarare: io sono pronto al cambiamento, io devo cambiare. Molti ascoltano, ma continuano a fare le stesse cose, si abituano alla Parola, mentre noi vogliamo restare affamati perché Dio ha sempre qualcosa di nuovo per la nostra vita. Noi continuiamo a fare gli stessi errori di prima, predichiamo e insegniamo che i nostri pensieri devono cambiare ma non li cambiamo e continuiamo a pensare le stesse cose, sapendo che i pensieri del passato che ci portiamo dietro non ci faranno del bene così come ci hanno fatto del male, perché siamo rimasti nella stessa condizione, nella stessa mentalità e nelle stesse abitudini. Ascoltiamo che dobbiamo cambiare abitudini e avere sante abitudini come leggere la Parola di Dio, meditare la Parola ogni giorno, pregare ogni giorno, digiunare almeno una volta a settimana e così via, ma non decidiamo di cambiare e rimaniamo sempre nello stesso stato, facendo gli stessi errori, avendo gli stessi pensieri e mantenendo le stesse abitudini. Nel mondo spirituale invece c’è movimento, Dio è all’opera, Dio si sta muovendo e molti stanno passando dal vecchio al nuovo perché sanno che c’è di più e non vogliono rimanere fossilizzati nei propri pensieri. C’è di più per la nostra vita, per la nostra casa, per la nostra famiglia e per la nostra chiesa, e noi dichiariamo di non voler rimanere nel vecchio ma di voler entrare nel nuovo di Dio; tuttavia la mentalità rimane il nostro più grande ostacolo. Molti non si impegnano nella crescita della Chiesa non per la distanza o per la scomodità, ma perché temono di perdersi nelle moltitudini, pensando che poi nessuno si occuperà più di loro. Ma non si deve pensare a sé stessi: siamo noi che dobbiamo iniziare a pensare agli altri. Succede come nei bambini quando arriva un secondo figlio e il primo non viene preparato: teme di essere escluso. Molti vivono così nella Chiesa, temendo di essere dimenticati, mentre il nostro desiderio deve essere vedere la salvezza delle anime, perché Gesù ha dato la Sua vita per salvare i perduti. Non possiamo essere egoisti né restare nell’immaturità pensando di essere troppi per salutare il pastore, perché questa è mentalità carnale. Noi siamo figli di Dio, nati di nuovo, con una relazione personale con il Padre che nessuno può toglierci, anche in mezzo a 100.000 persone. Alcuni non predicano e non amano la crescita perché temono di perdersi tra molti, e la stessa mentalità sbagliata emerge quando ci viene offerta una responsabilità nel lavoro e pensiamo di non essere capaci e la rifiutiamo. Se preghiamo ieri e preghiamo oggi, troveremo nuove rivelazioni, proprio come gli angeli che stanno alla presenza di Dio e in Isaia 6:3 gridano: Santo, Santo, Santo, perché ogni volta scoprono un nuovo aspetto della Sua gloria. Tornando alla Sua presenza vediamo sempre cose nuove. Abbiamo bisogno di cambiare mentalità, perché una mentalità sbagliata ci paralizza. Il cambiamento comincia nella nostra testa: Romani 12:1-2 parla del rinnovamento della mente, e una delle cose più difficili per un leader è cambiare la mentalità delle persone. Con Israele Dio non riuscì a cambiare la mentalità: fu più facile liberarli dal faraone che dalla mentalità di schiavi, per mancanza di disposizione e desiderio di cambiamento. Così non si transita verso ciò che Dio ha preparato e si rimane nella stessa condizione. Noi vogliamo seguire Dio che ci conduce per sentieri di giustizia per amore del Suo nome e, pur ringraziando per ciò che ha fatto, non dobbiamo pensare a ciò che abbiamo fatto ma a ciò che dobbiamo ancora fare, perché Dio ha qualcosa di meglio per noi. Tanti di noi preferiscono rimanere nella stessa condizione, ma Dio vuole che noi possiamo avere una transizione dal piccolo al grande. Ciò che non ci permette di fare il passo è il nostro modo di pensare sbagliato, diabolico, carnale e terreno, perché il modo in cui viviamo è determinato dal modo in cui pensiamo e non possiamo lamentarci di ciò che viviamo, poiché ciò che viviamo è il risultato della nostra mentalità. Il cristianesimo è l’unica realtà dove c’è un cambiamento continuo perché il Creatore è in continuo cambiamento come confermato nel libro del profeta Isaia.
Isaia 43:19; “Ecco, io faccio una cosa nuova; essa germoglierà; non la riconoscerete voi? Sì, aprirò una strada nel deserto, farò scorrere fiumi nella solitudine.”
Se diciamo di essere cristiani e non cambiamo, rimane un problema perché non stiamo andando di gloria in gloria. In molte chiese non si predica la trasformazione perché la gente non vuole cambiare e bisogna dare contentini, ma l’apostolo Paolo dice che persone abituate a udire le medesime cose non vogliono ascoltare ciò che le mette in crisi, mentre il cambiamento è una santa crisi che porta benedizione anche se richiede lavoro. Molti resistono al cambiamento, lo ignorano dicendo che si è sempre fatto così, ma un giorno un giovane, Davide, affrontò un gigante che tutti gli israeliti temevano da un mese, e guardando il popolo e Golia disse: voi permettete a questo incirconciso filisteo di potervi insultare? Voi permettete a questo incirconciso filisteo di poter bestemmiare il nome di Dio? Così anche noi abbiamo giganti da affrontare e il primo gigante è il cambiamento. Ignorarlo significa farci del male e diventare vittime del cambiamento perché la mancanza di cambiamento massacra la vita. A volte accettiamo e ci adattiamo superficialmente dicendo vabbè, mo’ cambio, ma poi non cambiamo, altre volte manipoliamo il cambiamento presentando solo una facciata per fare contenti gli altri. Ci sono persone che diventano vittime del cambiamento come in Geremia 48:11-12 e vedono il matrimonio distrutto perché hanno deciso di non cambiare, vivendo gelosia e invidia mentre anche per noi c’è il meglio. Vediamo la vita fallita perché abbiamo deciso di non cambiare, poi osserviamo gli altri che avanzano e diventiamo invidiosi e gelosi, un’opera diabolica; e così anche i nostri figli si perdono, perché il cambiamento è cambiamento e rimane sempre una decisione personale. Quindi, dobbiamo prepararci al cambiamento dicendo che non sono gli altri a dover cambiare, ma dobbiamo essere noi a dover cambiare. Iniziamo il cambiamento perché i veri leader cambiano avendo mentalità di leader e chi ha avuto successo si è sempre messo in discussione dicendo: devo migliorare questo, devo cambiare questo, sapendo che nulla accade dall’oggi al domani. La sfida del cambiamento è diventare all’immagine e somiglianza di Cristo, (Romani 12:1-2). Il nostro traguardo non è cambiare per piacere agli altri, ma per piacere a Cristo, perché un cambiamento fatto per gli uomini è falso e non duraturo. Prima di conoscere Gesù eravamo lontani da Dio, lontani dalla Sua presenza, immersi nel peccato, ma quando abbiamo deciso di cambiare per Cristo, abbiamo iniziato un percorso di trasformazione continua, perché il cristianesimo è un cambiamento giornaliero, da gloria in gloria. Nessun cambiamento è permanente se non avviene attraverso la presenza di Dio: ci sono persone che cambiano per convenienza o per scopi personali, ma senza la Sua presenza il cambiamento non può durare.
2°Corinzi 3:18; “E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore.”
Questo verso mostra che la vera trasformazione è frutto della presenza e dello Spirito di Dio. Il cambiamento mette a nudo la mentalità e diventa nemico della vecchia mentalità, formata da cultura, famiglia, istruzioni e abitudini radicate, e non riguarda solo l’età, ma soprattutto il modo di pensare. Pietro, citando il profeta Gioele, in Atti 2:17 disse: “E avverrà negli ultimi giorni, dice Dio, che spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri giovani avranno delle visioni e i vostri vecchi sogneranno dei sogni.” Per entrare in un nuovo tempo è necessario cambiare mentalità; se non cambiamo, ripeteremo gli stessi errori, vivremo nella stessa condizione e i nostri vizi negativi continueranno, perché niente intorno a noi cambia finché la nostra mente non decide di cambiare.
Romani 12:2; “E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio.”
Non possiamo transitare al nuovo nella nostra vita, nella nostra famiglia, nel nostro lavoro o nella nostra casa senza questo rinnovamento. Non è vero che chi è nato tondo non può morire quadrato; Dio dice: Figlio, figlia, puoi cambiare, anche se sei stato creato in un modo, Io ti posso trasformare in un altro, ma è necessaria la tua disponibilità a cambiare, perché solo chi decide di rinnovare la propria mente può vivere pienamente la buona e perfetta volontà di Dio nella propria vita. Quando una persona non transita, la prima cosa che accade è che ci lamentiamo del nuovo, non comprendiamo nulla e ci mettiamo come spettatori vedendo solo un poco. Ci sentiamo fuori luogo perché vediamo gli altri connessi con Dio, adorare, alzare le mani e noi restiamo accanto, inadeguati. Alcuni si legano al posto fisso in chiesa e rifiutano nuove responsabilità dicendo: no, da qui non mi schiodo, ma Dio ha qualcosa di meglio. Gesù parlò della potatura, e anche se la pianta sente dolore, l’obiettivo è la crescita; quando arriverà la sua stagione ci sarà un frutto maggiore. Sentirsi fuori luogo significa che non abbiamo transitato e spesso pensiamo: io sento che questa non è la mia chiesa, ma se Dio ci ha fatto nascere qui, dobbiamo restare qui. Ci lamentiamo dei cambiamenti degli altri e diventiamo critici verso chi ha deciso di cambiare; alcune persone vengono da famiglie distrutte, ma cambiando Dio le ha sanate, mentre chi non cambia critica. Man mano ci tiriamo indietro dagli impegni con Dio, con la visione e con l’uomo di Dio, passando dalla prima fila alla quarta, segno di non volersi impegnare più. Ci offendiamo quando si parla di cambiamento, entriamo in crisi, smettiamo di decimare e offrire, e ci ribelliamo al passaggio da un livello di gloria a un altro. La gloria di Dio espone ciò che c’è nel nostro cuore e porta fuori tutti gli scheletri dall’armadio. Non cambiamo perché non temiamo Dio; il Salmo 55:19 dice: “DIO mi ascolterà e li umilierà, egli che siede sovrano da sempre, perché essi non cambiano e non temono DIO.” Solo chi teme Dio cambia, poiché il timore di Dio ci fa desiderare prima di tutto di piacere a Lui e non agli uomini. La gloria di Dio produce cambiamento iniziando nella nostra mentalità, ma molti sono toccati senza cambiare perché cambiare è una decisione personale. Essere toccati dalla presenza di Dio non garantisce il cambiamento; alcuni piangono nella presenza senza trasformazione. Il cambiamento richiede volontà, impegno e decisione, e solo così possiamo onorare Dio con tutta la nostra esistenza, rinnovando la mente e lasciando che la Sua gloria operi dentro di noi. Questo è il tempo del nostro cambiamento, e dobbiamo riconoscerlo come un passo personale verso la trasformazione in accordo con la volontà di Dio.
