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La Benedizione del Padre

La Benedizione del Padre

 

LA BENEDIZIONE DEL PADRE

Casavatore 04-02-2024                                                                            PREDICAZIONE: PASTORE ANTONIO RUSSO 

In questa serata, affronteremo il tema riguardante la benedizione del Padre; è ciò su cui ogni capofamiglia, papà e marito dovrebbe svolgere all'interno della propria casa. In mancanza di un padre o marito credente, la madre deve assumere questo ruolo, ma il modello perfetto secondo Dio è quando un marito e un padre agiscono in questo modo, benedicendo i propri cari e i propri figli, e vedremo l’effetto che questo avrà nella vita di una persona alla quale viene rilasciata la benedizione divina. In settimana abbiamo avuto la nostra riunione periodica con tutti i responsabili e il tema che abbiamo affrontato riguardava il modo di entrare nella nuova stagione e ci è stato chiarito che c'è una nuova stagione preparata per la nostra vita, sapendo che la saggezza sta nel saper discernere come entrarvi. Discernere significa avere gli occhi aperti e comprendere in quale tempo ci troviamo e in quale stagione siamo oggi nella nostra vita. A riguardo, abbiamo parlato delle cinque stagioni di Davide durante la sua vita; sicuramente ce ne saranno state altre, ma le prime cinque lo hanno preparato per dedicarsi al proposito di Dio. Ricordiamo la storia in cui Samuele andò presso la casa di Isai, padre di Davide, perché Dio gli disse che era lì che doveva ungere il nuovo re per Israele, ma non erano presenti tutti i figli, infatti, Davide fu mandato dal padre a pascolare le pecore. Ma poi, passando attraverso i figli di Isai, il primo fratello era un guerriero, ma Dio disse che non era lui, anche il secondo fratello non era quello scelto, alla fine, quando Davide arrivò, Dio lo scelse come uomo secondo il Suo cuore. Quindi, le stagioni della vita di Davide ebbero inizio lì, ma successivamente se ne susseguirono altre, di cui abbiamo discusso: la seconda, la terza, la quarta e la quinta stagione, fino a quando egli raggiunse il pieno proposito. Questo ci fa comprendere una cosa molto importante per tutti noi: ci sono tempi e stagioni, e noi dobbiamo discernere in quale tempo e in quale stagione ci si trova attualmente. Non è necessario conoscere il passato o il futuro, ma è fondamentale comprendere dove ci troviamo oggi, perché da questo punto possiamo iniziare il nostro cammino con Dio. Il tempo è lineare, ha un inizio e una fine, mentre la stagione è la continuazione di quella precedente, con nuove prospettive e direzioni da parte di Dio, è il processo che porta alla realizzazione completa del proposito nella nostra vita. Il Dio che noi serviamo è il Dio dei cicli, delle stagioni e dei propositi, per questo è importante sapere in quale stagione ci troviamo oggi, poiché queste cose nascono nel cuore di Dio e ci vengono rivelate. Ora leggiamo ciò che ha scritto il più saggio e ricco uomo del mondo, uno dei Re d'Israele, Salomone, infatti, durante il suo regno, la ricchezza era così grande che gli oggetti d'oro erano diventati comuni, grazie alla straordinaria prosperità. Il tempio a Gerusalemme, ordinato da Dio a Davide e costruito da Salomone, costò, al cambio attuale, 62 miliardi di euro, questa grande ricchezza e prosperità testimoniano che il Dio che serviamo non è il Dio della povertà, ma dell'abbondanza.

Ora, guardiamo cosa scrive Salomone nel libro delle Ecclesiaste:

Ecclesiaste 3:1-3; 1 Per ogni cosa c'è la sua stagione, c'è un tempo per ogni situazione sotto il cielo: 2 un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare ciò che è piantato, 3 un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire, 

Ora, Salomone, con tutta la sua ricchezza, non aveva ciò che un credente possiede nel momento in cui riceve Gesù nella sua vita; questo dimostra che siamo molto più ricchi di quanto possa essere stato Salomone, perché il Creatore, il Re dei Re, ora vive nelle nostre vite. Sapete, Salomone nel suo tempo ha vissuto alti e bassi, il che rappresenta un classico esempio di una persona che non è entrata nella sua stagione di vita, perdendo così il vero successo e la benedizione. Dio vuole che noi viviamo una vita stabile, seguendo la Sua volontà e rimanendo costanti nel nostro cammino spirituale; chi riconosce ed entra nella propria stagione vive in crescita costante, senza alti e bassi continui. La mancanza di sicurezza nel futuro può portare alla depressione perché, non vedono che Dio sta facendo qualcosa di nuovo per la loro vita. Le parole profetiche rilasciate all'inizio del 2024 ci invitano alla riflessione, perché rivelano il proposito di Dio per ognuno di noi: Egli ha per noi pensieri di pace e non di male, vuole darci un futuro e una speranza migliori rispetto a quanto abbiamo vissuto finora.

Geremia 29:11; 11 Poiché io conosco i pensieri che ho per voi», dice l'Eterno, «pensieri di pace e non di male, per darvi un futuro e una speranza.

Quindi, noi sappiamo che Dio sta sempre pensando a noi, anche se a volte pensiamo che Lui abbia i nostri stessi pensieri. Tuttavia, Dio ci rassicura che i Suoi pensieri per noi sono di pace e speranza, non di distruzione o condanna, e ci invita quindi a fidarci dei Suoi piani per il nostro futuro, perché Egli desidera darci speranza e prosperità. In questo nuovo anno, Dio ha preparato un futuro glorioso per ognuno di noi, con opportunità che si presenteranno sul nostro cammino. Tuttavia, ci saranno anche porte che Dio chiuderà e continuerà a chiudere, e dobbiamo accettare questa guida divina, perché nessuno entrerà nella propria stagione senza essere allineato con il proposito di Dio per la propria vita. Quindi, è essenziale non perdere tempo e impegnarsi nella nostra crescita spirituale, altrimenti rischiamo di cadere nella depressione che fa vivere senza speranze, ma Dio ci ha liberato e sta operando qualcosa di nuovo nelle nostre vite. Dobbiamo credere che le promesse di Dio si realizzeranno nel tempo stabilito da Lui; infatti, se guardiamo al nostro futuro in Cristo, vedremo un futuro meraviglioso e glorioso. Per questo bisogna cercare il proposito di Dio per la propria vita e operare in quella direzione, credendo che le porte si apriranno e nuove opportunità si presenteranno, quelle che Lui sta preparando per noi. Sapete, una persona trasformata è colui che riconosce e adempie le stagioni della sua vita, passando da un livello di gloria a uno ancora maggiore di gloria. Per progredire di gloria in gloria, è necessario allinearci con la volontà di Dio, al contrario sono in molti che desiderano entrare nella nuova stagione, ma non sono disposti ad allinearsi con la volontà divina. Una moglie che si sottomette al marito e un figlio che ubbidisce ai genitori, si allineano con la volontà di Dio, mentre chi non lo fa si allontana da essa.

La volontà di Dio per noi riguarda tre fasi: conoscenza, azione e perseveranza, aspetti che esamineremo più nel dettaglio.

Prima fase: Conoscenza della Sua volontà.

Per comprendere e attuare la volontà divina, dobbiamo prima conoscerla attraverso la Parola di Dio, che contiene sia il messaggio generale (Logos), che le direzioni specifiche (Rhema), per la nostra vita. Dio rivela gradualmente la Sua volontà secondo la nostra crescita spirituale e ci guida giorno dopo giorno, preparandoci per ciò che è necessario per il nostro cammino.

Seconda fase: Mettere in pratica la Sua volontà.

Dio comunica con noi in varie modalità, persino attraverso mezzi inaspettati, per farci conoscere la Sua volontà, ma sta a noi vivere secondo essa perché quando Lui parla, noi siamo chiamati ad ubbidire. In questo momento, quale è la volontà di Dio per la nostra vita? Egli desidera darci istruzioni per il nostro cammino, promettendo nuove opportunità, quindi questo è il messaggio attuale: "nuove opportunità". Porte precedentemente chiuse si apriranno e Dio ci chiede di accogliere queste nuove opportunità, soprattutto nell'evangelismo soprannaturale. Quando predichiamo la Parola, non saremo solo degli oratori, ma testimoni della potenza di Dio, dimostrandola attraverso lo Spirito Santo. Avremo incontri con persone che ci confideranno i loro problemi e bisogni, anche se non le conosciamo, perché lo Spirito Santo le sta guidando, offrendoci l'opportunità di presentare loro il Guaritore soprannaturale. La restaurazione del sacerdozio divino all'interno delle nostre famiglie è un aspetto cruciale, perché oggi siamo immersi in una grande confusione riguardo ai ruoli di genere. È importante comprendere che Dio ha creato maschio e femmina con uno scopo specifico, affinché ognuno possa svolgere il proprio ruolo distintivo. Lo Spirito Santo vuole ristabilire il sacerdozio all'interno della famiglia, dove il marito è chiamato a essere il capo spirituale e sacerdote della casa, presentando i bisogni e le necessità della famiglia a Dio. Questa istruzione divina ci invita ad ascoltare attentamente e ad agire di conseguenza, perché Dio apre il nostro orecchio alla Sua voce, ma è nostra responsabilità essere ubbidienti e fare ciò che Lui ci dice. Un aspetto fondamentale è coltivare l'umiltà e la mansuetudine nella nostra vita, perché questo è ciò che Dio vuole per noi, in questo tempo, Egli desidera che siamo umili e aperti all'insegnamento, pronti a imparare anche dai più piccoli, quindi, dobbiamo anche mantenere un atteggiamento mansueto. Questo significa umiliarci sotto la Sua potente mano e chiedere il Suo aiuto senza orgoglio, riconoscendo la nostra dipendenza da Lui. Bisogna credere che, anche se al momento possiamo non essere nella situazione che desideriamo, Dio ci guiderà verso il meglio se rimaniamo fedeli e fiduciosi nel Suo piano per noi.

Luca 11:2; 2 Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà sulla terra, come nel cielo.

Cosa ha cercato Gesù? La volontà del Padre. Per compiere la volontà di Dio, è essenziale abbandonare la nostra volontà, perché ci troviamo di fronte a tre volontà: quella divina, la nostra e quella diabolica; quindi, è necessario rinunciare alle ultime due per seguire quella di Dio. Gesù ha vissuto una vita così, anche nel momento più difficile nel Getsemani, quando si è allontanato e ha pregato, accettando la volontà del Padre nonostante la pressione e l'oppressione fossero così forti che il Suo sudore diventò come grumi di sangue. Lui disse: “Padre mio, se possibile, fa' che questo calice passi da me, ma non la mia volontà, ma la tua volontà sia fatta". Dopo aver compreso la volontà di Dio, è essenziale metterla in pratica, perché solo conoscerla non è sufficiente. Ad esempio, se sappiamo che dobbiamo pregare come sacerdote della nostra casa per i nostri figli, è importante, ma dobbiamo anche pregare effettivamente. Se conosciamo la volontà di Dio, sappiamo che Egli vuole farci diventare persone prospere e benedette, finanziariamente parlando, e poi non decimiamo, non offriamo e non seminiamo, è chiaro che poi restiamo nel bisogno. Se conosciamo la Sua volontà, Dio ci fornisce anche istruzioni su come realizzarla; quindi, se ci dice di pregare per i nostri figli ogni giorno, lo dobbiamo fare, questo è rispondere alla volontà di Dio.  

Sapete, un giorno Gesù, attraverso un esempio che Lui stesso diede ai discepoli, disse queste parole:

Giovanni 13:14-16; 14 Se dunque io, il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. 15 Io infatti vi ho dato l'esempio, affinché come ho fatto io facciate anche voi. 16 In verità, in verità vi dico: Il servo non è più grande del suo padrone, né il messaggero più grande di colui che l'ha mandato. 17 Se sapete queste cose, siete beati se le fate.

Se dobbiamo tendere la mano a un fratello e aiutarlo perché ha bisogno di un passaggio in auto, non dobbiamo “cambiare strada”, ma renderci disponibili; perché non è solo sapere di doverlo fare, ma è farlo, che fa la differenza. Ricordiamoci che Gesù ha detto: “Se sapete queste cose”, e noi le conosciamo, “siete beati se le fate".

Terza fase: Perseverare nella Sua volontà.

Perseverare nella volontà di Dio, significa continuare nonostante le sfide, sapete, spesso iniziamo con buone intenzioni ma ci scoraggiamo lungo il cammino. Tuttavia, dobbiamo perseverare, nonostante le difficoltà perché quello che Dio ci ha promesso, lo realizzerà. Quindi, abbiamo detto che la prima cosa da fare è conoscerla, la seconda è metterla in pratica, e la terza è perseverare. Arriveranno momenti difficili? Sì, verranno le prove, ma proprio in quei momenti non dobbiamo arrenderci, dobbiamo continuare a pregare, a seminare e a digiunare. La prima cosa da fare è allinearci con la volontà di Dio, perché chi non è allineato cammina nel pericolo; è quindi cruciale conoscere, seguire e soprattutto perseverare in essa, altrimenti non ci allineeremo. Quando perseveriamo in tutte e tre le cose, si verifica un'accelerazione nelle cose che dobbiamo realizzare, è come se fossimo accelerati; questo è un miracolo soprannaturale che Dio opera nelle nostre vite. Quindi, ammettiamo di aver perso un sacco di tempo in cose inutili e dannose per noi, ma c'è un miracolo che Dio sta facendo.

Efesi 5:16; 16 riscattando il tempo, perché i giorni sono malvagi.

Come possiamo riscattare il tempo perso? Conoscendo, facendo e perseverando nella volontà di Dio. Se Dio ci ha chiamati a essere mentori, dobbiamo essere i migliori, non dobbiamo confrontarci con chi è meno capace, ma aspirare all'eccellenza. Se siamo chiamati a servire, dobbiamo farlo con dedizione e qualità, senza fermarci neanche di fronte alla crisi o al dolore, l'importante è rimanere stabili nel nome di Gesù. Sapete, entriamo nelle porte che Dio apre, quando siamo allineati con la Sua volontà.

Ora, approfondiremo il tema della benedizione del Padre condividendo alcune rivelazioni riguardanti questo aspetto. Nella cultura del popolo d'Israele, c'erano tre tipi di benedizione, tra cui quella paterna, e quindi ogni padre aveva il compito di benedire i propri figli in momenti specifici dell'anno, non quotidianamente. Ad esempio, all'inizio di un nuovo anno, Mosè o i patriarchi radunavano il popolo e pronunciavano su di loro, parole di benedizione dal potere glorioso. Questa benedizione veniva ricevuta direttamente dall'altare e serviva a proteggere il popolo dai momenti di crisi, recessione o malattia che avrebbero potuto verificarsi durante l'anno. La Bibbia ci insegna che siamo stati benedetti con ogni benedizione spirituale in cielo, e spetta a noi portarle sulla terra attraverso l'applicazione di principi che Dio ci rilascia nella Sua Parola. La parola "benedizione" significa essere soprannaturalmente potenziati per prosperare superando le nostre impossibilità, infatti, quando essa è presente nella nostra vita, le nostre impossibilità diventano possibili.

Proverbi 10:22; 22 La benedizione dell'Eterno arricchisce ed egli non vi aggiunge alcun dolore.

Quando siamo benedetti, il dolore e la sofferenza non trovano spazio nelle nostre vite perché ciò che ci arricchisce è la benedizione.

Il proposito della benedizione può essere considerato in almeno tre forme:

1. Ci protegge: La benedizione di Dio offre protezione soprannaturale da attacchi spirituali, crisi, malattie, e maledizioni. Anche stregoneria e incantesimi non possono colpire chi è benedetto, come dimostrato dall'episodio riportato dalla Bibbia da uno stregone chiamato Balaam, il quale disse: “Come posso maledire colui che Dio non ha maledetto? Come posso accusare colui che l'Eterno non ha accusato?”.

2. Ci preserva: La benedizione di Dio ci preserva, mantenendoci santi e puri in un mondo corrotto e malvagio.

3. Ci provvede: La benedizione di Dio ci provvede, il che significa che quando viviamo nella Sua benedizione, Egli è il nostro provveditore, soddisfacendo ai nostri bisogni e alle nostre necessità.

Ci sono tre cose che trasmettono la benedizione di Dio:

Prima cosa: Le feste dell'Eterno.

Se leggiamo la storia, quando Israele cessava di festeggiare e celebrare le feste dell'Eterno, la benedizione veniva tolta dalla loro vita; senza la celebrazione di queste feste, non camminavano nella benedizione. È importante comprendere che le feste dell'Eterno non sono solo per Israele, ma sono date da Dio alla Chiesa e hanno significati molto profondi che dovremmo osservare.

Seconda cosa: L'osservanza della Torah.

Cos'è la Torah? È la legge dell'Eterno, è la Parola di Dio, e quando il popolo ubbidisce alla Sua Parola, è benedetto e prospero.

Terza cosa: La benedizione paterna.

Il padre nella casa è chiamato a benedire i propri figli; in assenza del padre credente, tale compito spetta alla madre.

La benedizione di Dio viene impartita in due modi:

Primo modo: Con le parole.

Per questo motivo, dobbiamo prestare attenzione alle parole che escono dalla nostra bocca. Ogni padre deve fare attenzione alle parole che pronuncia sulla vita dei suoi figli, perché quello che diciamo, possono trasmettere vita o morte, come affermato nei Proverbi. Alcune persone sono segnate dalla maledizione del proprio padre, che ha ripetutamente pronunciato parole di disprezzo e mancanza di valore; pertanto, è fondamentale sostituire queste parole distruttive con quelle che producono vita. Sapete, la correzione e la disciplina sono una cosa, ma la maledizione è potenziare i figli al fallimento, infatti, molti vivono nell'instabilità a causa di una maledizione pronunciata dal padre, che deve essere distrutta e annullata. Crediamo nelle maledizioni generazionali, ma non dobbiamo fossilizzarci su di esse, trascurando la benedizione. Come cristiani nati di nuovo, preserviamo la nostra vita camminando nell'ubbidienza alla Parola e alla volontà di Dio e anche se qualcuno potrebbe cercare di maledirci, non saremo maledetti, come dimostra il racconto di Balaam che voleva maledire il popolo di Dio ma si rese conto di non poterlo fare.

Secondo modo: Attraverso le imposizioni delle mani. 

La benedizione si impartisce con le parole ma si sigilla con l’imposizione delle mani.

Quindi, abbiamo detto, che la benedizione di Dio ci preserva, ci provvede e ci protegge, per questo dobbiamo dichiarare parole di benedizione sulla nostra famiglia, perché attraverso di esse rilasciamo la benedizione divina, e con l'imposizione delle mani la sigilliamo.

Concludendo, per capire se stiamo camminando nella benedizione o se la benedizione di Dio è attiva nella nostra vita, dobbiamo guardare al favore divino. Il favore divino ci dà accesso a strategie, persone e luoghi chiave che ci aiutano nel nostro percorso. Quando camminiamo nella benedizione, sperimentiamo questo favore, ma dobbiamo anche allinearci con la volontà di Dio per mantenerlo e ricevere ulteriori benedizioni, in tutte le aree della nostra vita.

Chiudiamo leggendo la benedizione sacerdotale, la benedizione che Dio disse a Mosè e ai patriarchi di pronunciare sul Suo popolo.

Numeri 6:24-27; 22 L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: 23 «Parla ad Aaronne e ai suoi figli, dicendo: Voi benedirete così i figli d'Israele; direte loro: 24 "L'Eterno ti benedica e ti custodisca! 25 L'Eterno faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio! 26 L'Eterno rivolga il suo volto su di te e ti dia la pace!". 27 Così metteranno il mio nome sui figli d'Israele e io li benedirò».

 

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