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La Preghiera produce Potenza

La Preghiera produce Potenza

 

LA PREGHIERA PRODUCE POTENZA

Casavatore 21-01-2021                                                                           PREDICAZIONE: PASTORE ANTONIO RUSSO  

In questo servizio di culto, si è parlato sulla potente dimensione della preghiera individuale, avviando un discorso incentrato su come la pratica della preghiera personale possa trasformare e arricchire la nostra vita spirituale. Quindi, inizieremo da dove ci siamo fermati domenica scorsa, quando abbiamo trattato il tema del digiuno come parte della "corda a tre capi", parlando appunto sull'importanza e sugli effetti della preghiera nella nostra relazione con Dio. Il digiuno rappresenta un sacrificio vivo offerto a Dio, e sebbene comporti un costo, è gradito a Dio in quanto mortifichiamo la carne, permettendo allo spirito di prevalere sulle opere carnali. La preghiera, o comunione con Dio, va oltre il parlare, coinvolgendo un dialogo, uno scambio di domande e risposte, che arricchisce la nostra relazione con Lui. Le primizie, legate al dare, costituiscono un'altra componente essenziale della "corda a tre capi"; quindi, il tema che tratteremo, come già anticipato, si concentra sulla preghiera come fonte di potenza. La volta scorsa, nel Vangelo di Matteo, abbiamo trovato la "corda a tre capi" come descritta nell'Ecclesiaste, rivelando che la preghiera, il digiuno e il dare manifestano una potenza gloriosa e straordinaria di Dio. Ora, inizieremo parlando di Cornelio un centurione romano che troviamo nel libro degli Atti al capitolo 10. Il Centurione Cornelio era residente a Gerusalemme, in Israele, che, pur non conoscendo Dio, nutriva un grande timore nei Suoi confronti infatti, sebbene ignorante della divinità, praticava tre abitudini sante: pregare, digiunare e donare. Queste pratiche, inserite nella corda a tre capi, dimostrarono una potenza straordinaria quando un Angelo lo visitò e gli comunicò un messaggio importante. Questa esperienza soprannaturale mette in evidenza la potenza scaturita dalla combinazione della preghiera, del digiuno e del dare. Sapete, in tempi malvagi e difficili come quelli attuali, è cruciale cercare Dio, ritornando a una comunione genuina con la Sua presenza, perché la mancanza di questa comunione può condurre a condizioni tremende. Questa è una delle ragioni per cui la nostra vita richiede una scossa che ci riporti a una profonda intimità con Dio. Quello che viene descritto nel libro dell'Apocalisse, con le sette lettere indirizzate alle sette chiese in Asia, è rilevante per noi nel capitolo tre, dal verso 14, perché ci focalizzeremo sulla lettera indirizzata alla chiesa di Laodicea, in particolare sul verso 17.

Apocalisse 3:14-17; 14 «E all'angelo della chiesa in Laodicea scrivi: queste cose dice l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio. 15 Io conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo o caldo! 16 Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca. 17 Poiché tu dici: "Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla"; e non sai invece di essere disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo.

La descrizione del verso 17 di Apocalisse, è rivolta a una persona che frequenta la Chiesa, ma che ha trascurato la comunione con Dio, una condizione che, nonostante la convinzione di ricchezza e autosufficienza, è descritta come povera, cieca e nuda.  Questa situazione evidenzia l'importanza di una profonda comunione con Dio, sottolineando che la preghiera che produce potenza è fondamentalmente legata a questo rapporto autentico e non si tratta di una pratica religiosa formale. Quindi, per noi, è importantissimo riscoprire l'urgenza di una genuina comunione con Dio. In questa generazione, sebbene abbia ottenuto successi nella tecnologia, ha fallito nella coltivazione della comunione con Dio, che è la dimensione più vitale per la nostra esistenza. Il cristianesimo va al di là di dottrine e regole; esso è fondamentalmente una viva e autentica comunione con Dio e nonostante molti conoscano questa verità, molti vivono semplicemente una religione, non sperimentando la ricchezza di quella comunione. Purtroppo, molti cristiani non hanno mai ascoltato la voce di Dio, anche se Lui continua a parlare infatti, fin dalla nascita spirituale, Dio desidera comunicare con noi, ma molte persone non hanno mai sperimentato questa interazione. Pertanto, il cristianesimo non è solo una religione basata su precetti e regole, ma una relazione che porta a esperienze significative, perché richiede una comunione autentica con il suo Fondatore. L'Islam non richiede la comunione con Maometto, il buddismo non impone una comunione con Buddha, questo perché entrambi sono morti, e comunicare con i defunti è impossibile. Il cristianesimo, al contrario, offre un'esperienza unica: il suo fondatore è risorto ed è vivo nelle nostre vite, questa realtà richiede una comunione personale con Lui. Tuttavia, c’è una parte del cristianesimo che è diventata religiosa, con persone che frequentano la chiesa senza sviluppare una vera relazione con Dio. Sapete, andare in chiesa, non garantisce la comunione con Dio, perché essa è un desiderio che deve essere bramato e cercato attivamente nella nostra vita. Allo stesso modo, frequentare un pollaio non trasforma in una gallina, così come frequentare un luogo non implica automaticamente l'assimilazione di ciò che quel luogo rappresenta. Nel Vangelo di Matteo ci viene spiegato il motivo per cui le nostre preghiere mancano di potenza, non portando alcun cambiamento nella nostra vita. In altre parole, se preghiamo per qualcosa senza vedere risultati, potrebbe essere perché stiamo recitando preghiere religiose, questo accade perché quelle preghiere mancano della potenza divina, come affermato da Gesù:

Matteo 6:5;7; 5 E quando tu preghi, non essere come gli ipocriti, perché essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini; in verità vi dico, che essi hanno già ricevuto il loro premio.

Quindi, Gesù osserva le attitudini; molti pregano per guadagnarsi l'approvazione degli altri e desiderano essere considerati spirituali, ma in realtà, ricevono il loro premio attraverso le opinioni degli altri.

Verso 7; 7 Ora, nel pregare, non usate inutili ripetizioni come fanno i pagani, perché essi pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole.

Alcuni credono che la lunghezza della preghiera sia determinante per l'esaudimento ma non è così, perché la vera chiave non sta nella durata, ma nelle motivazioni corrette infatti, quelle sbagliate sono un ostacolo alla potenza della preghiera, che ci impediscono di ricevere risposte. A riguardo, sarebbe congeniale registrare le nostre preghiere, perché ascoltando ciò che abbiamo detto, possiamo, eventualmente, valutare e correggere le nostre motivazioni rendendole efficaci. Inoltre, pregare per essere visto dagli uomini o ripetere continuamente le stesse cose può diventare stancante. Sapete, il fondatore del cristianesimo, Cristo, richiede una comunione personale basata su una relazione autentica, perché il cristianesimo va al di là della religione, concentrandosi sulla relazione con Dio, che diventa nostro padre quando nasciamo di nuovo; questa relazione padre-figlio costituisce il cuore della comunione con Lui.

Nella comunione con Cristo ci devono essere quattro cose:

1) Dobbiamo realizzare che la stessa comunione che Gesù aveva con il Padre è possibile averla anche oggi, in modo da essere ripieni di potenza per agire in ogni situazione. Inoltre, questa comunione è accessibile ora; non la riceveremo tra un mese o un anno, ma possiamo viverla e sperimentarla in ogni momento. Inizialmente, è necessaria la relazione, e successivamente, Dio ci introduce in un rapporto di comunione. Per molti può essere difficile realizzare che oggi è possibile avere una comunione personale con Dio, parlare con Lui e ricevere parole da parte Sua.

2) La comunione con Dio deve essere una priorità assoluta, perché è il fondamento per vivere una vita vittoriosa. Questa comunione deve essere posta al di sopra di ogni altra relazione, includendo quelle con la moglie, i figli e qualsiasi altra interazione umana perché, quando mettiamo Dio al centro, le altre relazioni trovano il loro giusto ordine e significato.

3) La relazione e la comunione è il luogo in cui risiedono tutte le altre relazioni, che, attraverso la preghiera, trovano la loro forza e il loro consolidamento.

1°Giovanni 1:6-7; 6 Se diciamo di avere comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità; 7 ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, abbiamo comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.

Se una coppia affronta problemi, la radice potrebbe risiedere nella mancanza di comunione con Dio, dalla quale scaturisce la risposta divina alle difficoltà matrimoniali e lo stesso accade alle relazioni con i genitori e con i figli. La qualità della comunione con Dio si riflette anche nelle altre relazioni: con i fratelli e le sorelle in chiesa, gli amici, i colleghi e in ogni aspetto della nostra vita. La priorità è data alla comunione con Dio, poiché la sua assenza può generare mancanza di rispetto verso i genitori, disonore verso i ministri di Dio e relazioni tese con gli altri, mentre, se autentica, promuove la riconciliazione e la risoluzione delle dispute nelle relazioni interpersonali. La Bibbia esorta a non permettere che il sole tramonti sul nostro cruccio, sottolineando che la riconciliazione è un diretto risultato della nostra comunione con Dio. La comprensione e la pratica di questo principio sono fondamentali per evitare l'ipocrisia e camminare veramente nella luce, riconoscendo che la vera comunione con Dio si manifesta attraverso la nostra condotta e il nostro atteggiamento verso gli altri.

1°Giovanni 3:14; 14 Noi sappiamo di essere passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli; chi non ama il proprio fratello rimane nella morte.

Siamo passati dalla morte alla vita perché amiamo i fratelli, anche quelli che troviamo difficili da sopportare. Chi non ama il proprio fratello rimarrà nella morte una verità preziosa che deriva dalla nostra intima comunione con Dio. Quando ci lasciamo dominare dal risentimento, manifestiamo un segno evidente di allontanamento dalla comunione con Dio, rivelando una religiosità superficiale e priva di sostanza.

4) Dobbiamo realizzare che la nostra comunione con Dio esiste perché è Lui a volerla per primo. La comunione con Dio non è un nostro desiderio, non è una nostra richiesta, ma un invito da parte Sua, è Lui che ci apre le porte e ci chiama, dicendo: "Figlio mio, figlia mia, vieni nella mia presenza". L'opera della Croce di Gesù ha restaurato l'uomo, permettendo la comunione attraverso il Suo sacrificio; non dobbiamo sottovalutare questo dono, perché ci consente di vivere in riconciliazione e comunione con Dio e con il corpo di Cristo.

Cos’è la comunione con Dio? La comunione è un cammino quotidiano, una normalità della vita in cui la presenza di Dio diventa un'esperienza regolare e vivere, operare e dipendere dalla Sua comunione sono parte integrante di questo cammino. La comunione non è solo un luogo, ma un modo di vivere, un nutrirsi costante della presenza divina; è il terreno fertile in cui cresciamo, lavoriamo e sperimentiamo la vita ogni giorno. Come dipendiamo dall'ossigeno per la nostra esistenza fisica, spiritualmente la comunione con Dio è essenziale; perderla equivale a privarci dell'ossigeno vitale che ci sostiene. Prima della conversione, molti di noi provenivano da una prospettiva religiosa del cristianesimo in cui la richiesta di pregare poteva sembrare un atto di penitenza, simile alle pratiche confessionali tradizionali in cui venivano assegnate preghiere da recitare. La preghiera, la comunione con Dio, non è un atto di penitenza, ma un grande piacere; per questo, quando abbiamo conosciuto Cristo nella nostra vita e ci hanno detto di pregare, pensavamo alla penitenza. Ma poi abbiamo sperimentato che è tutt'altra storia, perché nella presenza e nella comunione con Dio ci riempiamo, ci alimentiamo, cresciamo, operiamo e viviamo. Dalla comunione con Dio dipende la nostra giornata, il nostro matrimonio, il nostro lavoro, le nostre finanze; tutto questo è il riflesso della nostra comunione con Dio, indicando che tutto ciò che procede da Dio deriva dalla comunione con Lui. La grazia, l'amore e i miracoli nella vita dei credenti, nati di nuovo, procedono dalla comunione perché in essa la fede cresce e la relazione con Dio si sviluppa senza essere ostacolata dall'incredulità. La crescita spirituale dipende dalla comunione; il livello di grazia, di paternità e la guarigione sono determinati dalla profondità di questa comunione. Essa non solo produce salvezza e guarigione, ma influisce anche sulla vita familiare, donando moglie, marito, figli e altre benedizioni come risultato delle richieste fatte a Dio. Quindi, tutto proviene da Dio, ma passa attraverso la nostra comunione con Lui; essa è il luogo dove conosciamo Dio, e senza comunione, non lo potremo mai conoscere veramente. Per conoscere la meraviglia di Dio, dobbiamo crescere nella nostra comunione con Lui, trascorrere tempo nella Sua presenza ed evitare distrazioni inutili. Stare con Dio ci permette di vederLo operare e di compiere opere ispirate dalla Sua volontà, Gesù eseguiva le opere del Padre perché viveva in intimità con Lui. La comunione è il punto di partenza delle nostre preghiere, una conversazione con il nostro Padre celeste; è un rapporto personale, presente e continuo, non basato su vaghe ricordanze del passato. Dio desidera portarci a un livello più profondo di comunione, affinché possiamo vivere ogni giorno con la consapevolezza della Sua presenza e delle Sue meraviglie.

Per concludere, la crescita della comunione nella nostra vita è un processo continuo, presente e progressivo; non è basato su ricordanze vaghe del passato, ma richiede momenti dedicati alla presenza di Dio e un dialogo costante con Lui, portandolo con noi nelle varie attività quotidiane. Questo rapporto non è intermittente ma costante, progressivo e profondo, portandoci a conoscere Dio sempre di più. La vita vuole spingerci verso la superficialità e l'apparenza, ma Dio desidera che viviamo nella sostanza. Senza una vita di preghiera e comunione, la stanchezza e lo scoraggiamento possono prevalere, perché non ci siamo nutriti della presenza di Dio. Sapete, qualsiasi altro essere vivente non può avere comunione con Dio; solo gli esseri umani, quando lo ricevono e diventano figli, possono sviluppare questo legame unico con Lui. 

 

 

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