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La restaurazione del sacerdozio

La restaurazione del sacerdozio

LA RESTAURAZIONE DEL SACERDOZIO

Casavatore 09-09-2018                                                           PREDICAZIONE: PASTORE ANTONIO RUSSO

Abbiamo trattato, in queste ultime domeniche, un soggetto riguardante il proposito che Dio ha preordinato e stabilito per la nostra vita e si è compreso che è la ricerca continua della Sua presenza che ci permette di realizzarlo. A questo punto possiamo dire che il maggiore ostacolo della realizzazione del nostro proposito, siamo noi stessi, quindi dobbiamo prenderci le nostre responsabilità, senza puntare il dito e senza nasconderci dietro le presunte mancanze degli altri, perché gli errori li facciamo noi. Quindi è bene RESTAURARE la nostra figura di sacerdoti. Restaurare significa riportare un oggetto alla sua condizione originale, infatti se abbiamo un mobile antico un po’ usurato, lo portiamo dal restauratore, egli, però, per poterlo restaurare, ha bisogno di conoscere il modello originale. Nel nostro caso, quando parliamo di restaurazione della nostra figura di sacerdoti, ci riferiamo al fatto che dobbiamo ritornare ad essere persone zelanti alla continua ricerca della presenza di Dio e che rispondono fedelmente al Suo modello di sacerdozio. Cos’è il MINISTERO DEL SACERDOZIO? Lo impariamo dalla Parola di Dio, tutti siamo stati chiamati ad essere sacerdoti. Quindi ripristiniamo l’altare della presenza di Dio, restauriamo il nostro sacerdozio con fedeltà e passione e vedremo le benedizioni di Dio abbondare sulla nostra vita. L’arca del patto, in Israele rappresenta la presenza di Dio, al suo cospetto, la benedizione e la vittoria in battaglia era una cosa certa. (1°Samuele 5: 1-12; 6: 1-21) Ma un giorno l'arca fu presa dai filistei, loro pensavano che la sua presenza nel loro mezzo li avrebbe permesso di ricevere benedizioni, ma non avevano il cuore di Dio nella loro vita, un giorno infatti, furono tutti colpiti da emorroidi (maledizione). Pensate che la santità che sprigionava era così forte che il sommo sacerdote, una volta all’anno, prima di entrare nel luogo santissimo, dove era riposta, indossava una veste lunga con delle campanelle cucite sull’orlo e una corda legata a un piede, perché, nel caso lui si trovasse in una condizione di impurità, morendo, gli altri sacerdoti non sentendo più il suono dei campanelli, lo potessero tirare fuori. Dicevamo dei filistei; quando presero l’arca la misero nel tempio ai piedi del loro dio chiamato Dagon, raffigurante un pesce. Però accadeva una cosa strana per loro, ogni mattina trovavano la statua del loro dio piegata davanti all’arca, inizialmente pensavano che era un caso, ma la cosa si verificava ogni giorno, presi dalla paura della morte e delle emorroidi, la rimandarono indietro. Quindi misero l’arca su un carro trascinato da buoi e quando giunse nei territori di Israele, Davide fu felice e diede l’ordine di riportarla a Gerusalemme continuando a trasportarla sul carro. (2°Samuele 6: 6-12) Ad un certo punto, la ruota ebbe un sobbalzo dovuto da un fosso e un uomo di nome Uzzah per non far cadere l'arca, poggiò la mano su essa e questi morì all’istante. Davide, visto ciò, rimase grandemente amareggiato perché Dio aveva alzato la Sua mano su Israele colpendo Uzzah, così il re fece trasportare l’arca a casa di Obed-Edom dove rimase per tre mesi, il cuore giusto dell’uomo e la presenza di Dio fece sì che la benedizione di Dio potesse scendere sulla sua vita e la sua casa prosperava. Ad un certo punto, Davide comprese che il modello di Dio non era quello di trasportare l’arca su di un carro ma che doveva essere trasportata sulle spalle dei sacerdoti (ADORAZIONE SACRIFICIO QUALCOSA CHE TI COSTA). In quanto sacerdoti, anche noi dobbiamo portare la presenza di Dio, quindi dobbiamo seguire il modello di Dio. Nei 66 libri della Bibbia, cioè dalla Genesi all'Apocalisse, Dio rivela i modelli che noi dobbiamo applicare nella nostra vita, non fare di testa nostra, Dio ci ha fatti re e sacerdoti, noi non siamo ciò che gli altri o i nostri pensieri ci dicono, noi siamo quello che Dio dice che siamo: RE E SACERDOTI. Il primo sacerdote è stato Dio, infatti quando Adamo ed Eva peccarono, persero la GLORIA e la COMUNIONE con Dio e per questo si videro nudi, così si coprirono con foglie di fico, ma queste si sbriciolarono (rappresenta la religione). Allora Dio fece un sacrificio e li rivesti di pelli di animali, (animali sgozzati affinché il loro sangue potessero coprire il peccato commesso). Nel nostro caso fu Gesù l'agnello sgozzato che versò il Suo sangue affinché il peccato del mondo fosse cancellato. Sappiate che dove c'è la Gloria, non è necessario il sacrificio perché c'è la perfezione, quando però questa si perde, è allora che è necessario il sacrificio. (Genesi 14: 18) La Bibbia parla anche del primo uomo che fu sacerdote stabilito da Dio, questi era Melchidesek, re di Salem (GERUSALEMME), sacerdote del Dio altissimo ma non secondo l'ordine levitico (secondo la legge), che portò PANE e VINO per cenare assieme ad Abramo. Ricordate che questi elementi ci riportano al patto che Dio ha fatto con noi e che parlano del corpo e del sangue di Gesù. Egli era sacerdote del Dio altissimo e benedisse Abramo, (dove c'è sacerdozio c'è benedizione). Dopo essere stato benedetto, Abramo con un cuore pieno di gratitudine, sigillò la benedizione con una offerta: diede la decima di tutto ciò che possedeva. Il sacerdote è chiamato ad osservare almeno sei funzioni: 1. A benedire (Romani 12: 14; 1 Pietro 3: 9). 2. Ad intercedere verso Dio per gli altri. 3. Ad offrire sacrifici (oggi spirituali, allora animale). 4. Ad essere un adoratore (portatori della presenza di Dio). 5. A consacrarsi. 6. A trasmettere la Parola di Dio. Anticamente era così importante e sacro prestare servizio a Dio, che anche gli utensili usati per lo scopo erano appartati per quello. Al tempo ci fu un re, Belshatsar che dispose di dar vita ad un banchetto, quindi ordinò ai suoi servi di prendere i vasi d’argento e le coppe d’oro che il padre, re Nebukadnetsar portò via dal tempio di Dio, affinché gli ospiti e le sue concubine potessero bere del vino, perché riteneva che quelle coppe erano destinate ad essere usate da re e da uomini potenti. Improvvisamente, il re vide una mano che, con il suo dito, scriveva qualcosa sul muro (quello era lo Spirito Santo). La scritta riportava quattro parole: MENE, MENE, TEKEL UFARSIN, esse volevano dire, tradotte da Daniele appositamente interpellato dal re. PESATO, PESATO, TROVATO MANCANTE (Daniele 5: 1-2; 4-5; 25-28). Come sacerdoti, siamo chiamati a dedicare interamente la nostra vita a Dio; dobbiamo capire fortemente che è Lui la nostra priorità. Sappiate che senza sacrificio non scende benedizione, per questo consacrarsi a Dio è molto difficile, ma Lui ci ha chiamati ad essere sacerdoti e noi dobbiamo solo ubbidire, anche perché la ricompensa sarà grande. Al tempo, il popolo d’Israele era composto da dodici tribù tra le quali quella di Levi e tra i suoi membri Dio scelse come sommo sacerdote Aronne fratello di Mosè. Il piano originale di Dio era che voleva che tutti potessero essere dei sacerdoti, ma Israele fallì per mezzo del peccato e quindi la scelta cadde sui leviti che Lui appartò per servirLo. Gesù un giorno racconta la storia del buon samaritano un uomo picchiato dai ladroni e lasciato lì mezzo morto, passarono un sacerdote e un levita, che, anche se erano stati chiamati ad essere compassionevoli e a benedire, andarono oltre senza soccorrerlo, quindi passò un samaritano che si prese cura di lui. Cosa volle dire Gesù? Che passare oltre significa che non vogliamo sacrificarci; ricorda, dobbiamo sempre ascoltare ed ubbidire a quello che lo Spirito ci dice, perché e lì che Dio opera. Sapete, Dio dice e mostra cose ma purtroppo c'è chi ubbidisce e chi no. Un giorno Gesù disse: “CHI AVRA' PERSEVERATO FINO ALLA FINE SARA' SALVATO”, questo vuol dire che dobbiamo essere fermi nel fare la volontà di Dio anche se per fere questo dobbiamo continuamente sacrificarci. Romani 12: 1; Questo è il sacrificio più gradito a Dio è quello di offrire noi stessi come sacrificio vivente. Tutto quello che riceviamo da Dio è per mezzo della grazia, ma come faccio a mantenere tutto ciò? Attraverso il sacrificio. La grazia inizia, ma il sacrificio mantiene quello che Dio ha iniziato nella nostra vita, questo è quello che fa un sacerdote. Ricorda che noi siamo chiamati ad essere sacerdoti del Dio altissimo, creatore e possessore del cielo e della terra.

 

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