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Cristo al centro: La Nascita che ha cambiato ogni cosa

Cristo al centro: La Nascita che ha cambiato ogni cosa

 

CRISTO AL CENTRO: LA NASCITA CHE HA CAMBIATO OGNI COSA

Casavatore 28-12-2025                                                                             PREDICAZIONE: PASTORE ANTONIO RUSSO

Oggi vogliamo introdurre un tema intitolato “Cristo al centro: La Nascita che ha cambiato ogni cosa”, ponendo realmente Cristo al centro e riflettendo sulla nascita del nostro meraviglioso Signore Gesù,  Molte volte ci troviamo prevenuti nel parlare di questo argomento, non per mancanza di contenuti, ma per le reazioni interiori che questi temi suscitano in noi, mentre è buono parlarne perché se ne parla molto, ma spesso in modo sbagliato, senza comprendere ciò che questi giorni dovrebbero realmente testimoniare. Noi sappiamo che la data, in cui nacque Gesù, non è il 25 dicembre e questo non è il punto centrale, ma sappiamo con certezza che Cristo un giorno è nato, è venuto in questo mondo  Oggi molti giovani associano questa ricorrenza solo all’albero, a Babbo Natale e ai regali, e per noi questo è una sfida, perché siamo chiamati a testimoniare che non si tratta di una semplice festa, ma di qualcosa di infinitamente più grande. Il significato della nascita di Gesù è stato annacquato, sostituito e confuso, ridotto a tradizioni e simboli che non hanno nulla a che fare con Cristo, mentre noi siamo chiamati a portare la verità del Vangelo e a tenere alta la testimonianza. La nascita di Gesù non è una favola, ma l’intervento sovrano di Dio nella storia dell’umanità; la Sua incarnazione è stata una necessità per la nostra salvezza, perché senza un corpo umano non ci sarebbe stata redenzione. Dio non ha mandato un angelo, ma il meglio che aveva, Gesù, e la Sua resurrezione è stata ancora più gloriosa.  Oggi esiste un attacco sottile contro la cristianità che mette in discussione i valori cristiani, sostituendo Cristo con Babbo Natale, e noi dobbiamo dire con chiarezza ai nostri figli e a chi ci circonda che Gesù e Babbo Natale non sono la stessa cosa. Nella società si parla molto più di Babbo Natale che di Cristo, la festa rimane ma il festeggiato viene dimenticato, mentre noi siamo chiamati a ricordarlo e a testimoniare che Cristo è nato nella storia e vuole nascere ancora oggi nel cuore delle persone per portare cambiamento. Anche nelle scuole i simboli cristiani vengono messi in discussione, ma Gesù non ha mai offeso nessuno, ha portato salvezza e vita. Noi non dobbiamo avere paura di annunciare il Cristo che nasce, vive, muore, risorge, vince sulle tenebre e sul diavolo. Parleremo di testimoni oculari e del cielo e della terra che rendono testimonianza della Sua nascita, perché questo evento riguarda tutta l’umanità. C’era una necessità urgente: il Figlio di Dio doveva venire per salvare l’umanità, poiché tutta l’umanità è in Adamo, cioè sotto la natura di peccato. Senza Gesù che regna nel cuore, l’uomo rimane separato da Dio per l’eternità;  Noi nasciamo in Adamo, ma Cristo non nasce dal seme di Adamo, ed ecco la promessa della redenzione già annunciata in Genesi 3:15; “io porrò in amicizia fra te e la donna e fra il tuo seme e il seme di lei. Esso ti schiaccerà il capo e tu ferirai il suo calcagno.” Non è stata Maria a schiacciare la testa del serpente, ma è stato Gesù che lo ha sconfitto. Spesso noi vediamo rappresentazioni con Maria che schiaccia il serpente sotto il piede, ma Genesi 3:15 non si riferisce a Maria, bensì al seme che sarebbe nato per distruggere la testa del serpente, chiaro riferimento all’opera della croce. La parola ebraica per seme è maschile, indicando colui che sarebbe venuto a spezzare il potere di Satana. Dio ha promesso sin dall’inizio che attraverso una donna sarebbe nato il Messia, il Salvatore senza peccato, perché il peccato era entrato nel mondo tramite Adamo e chi nasce da quel seme eredita la natura del peccato. Gesù nasce da donna per intervento dello Spirito Santo, senza seme umano, e quindi nasce 100% Dio e 100% uomo, ultimo Adamo, necessario per la redenzione dell’umanità. La testimonianza della nascita del Messia inizia con gli angeli:

Luca 2:10-12; “Ma l’angelo disse loro: Non temete, perché vi annuncio una grande gioia che tutto il popolo avrà, poiché oggi nella città di Davide è nato per voi il Salvatore, che è Cristo, il Signore; questo vi servirà da segno: voi troverete un bambino fasciato, coricato in una mangiatoia.”

Gli angeli annunciano ai pastori la nascita di Colui che sarebbe stato il sostituto perfetto, il Salvatore, e proclamano una triplice verità: Gesù è Figlio di Dio, Figlio di Davide e Salvatore dell’umanità. Salvatore significa Yahweh salva, Yeshua significa Dio salva, Cristo è il Messia, l’Unto, e Signore indica il padrone e sovrano di tutte le cose. Questa nascita realizza la profezia di Isaia 7:14: “Perciò il Signore stesso vi darà un segno: ecco, la Vergine concepirà e darà alla luce un figlio e gli porrà nome Emmanuel,” Dio con noi. Gesù appartiene alla casa di Davide, tribù di Giuda, come profetizzato in 1°Cronache 17: “Quando i tuoi giorni si compiranno e tu andrai a raggiungere i tuoi padri, io farò sorgere un tuo discendente, che sarà uno dei tuoi figli, e consoliderò il suo regno.” e in Marco 12:36: “Poiché Davide stesso, per lo Spirito Santo, disse: «Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io abbia fatto dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi».” Quando Gesù viene preannunciato a Giuseppe, gli viene detto: “Ella partorirà un figlio e tu gli porrai nome Gesù, perché egli salverà il suo popolo dai loro peccati.” (Matteo 1:21). Oltre agli angeli, Dio ha reso testimoni uomini e donne che hanno visto e udito la nascita del Messia, rendendo testimonianza alla storia e alla rivelazione divina. I Vangeli superano la prova storica, perché gli autori erano contemporanei ai fatti. Considerando i sette testimoni della nascita di Gesù, uomini e donne, comprendiamo la completezza e la perfezione spirituale del numero sette. Il cielo e la terra rendono testimonianza, gli angeli annunciano la gioia, i pastori e altri testimoni umani confermano l’evento: la nascita del Figlio di Dio è reale, sovrana e storicamente verificabile, e ha cambiato la storia dell’umanità, portando salvezza e compimento delle promesse divine. 

Il primo testimone, Zaccaria, padre di Giovanni il Battista.

Quando riceve la rivelazione, riceve anche la promessa del figlio. Lui e sua moglie erano anziani, e mentre Zaccaria svolgeva il suo servizio nel tempio, Dio lo rese muto. Egli ricomincia a parlare nel momento in cui Elisabetta partorisce Giovanni il Battista e proclama le parole in Luca 1:68-79: “Benedetto sia il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e compiuto la redenzione per il suo popolo, e ci ha suscitato una potente salvezza nella casa di Davide, suo servo, come egli aveva dichiarato per bocca dei suoi santi profeti fin dai tempi antichi, perché fossimo salvati dai nostri nemici e dalla mano di tutti coloro che ci odiano.” I nemici non sono quelli naturali, non i Romani, ma le realtà spirituali, il peccato. Zaccaria continua: “Per usare misericordia verso i nostri padri e ricordarsi del suo santo patto, del giuramento fatto ad Abrahamo, nostro padre, per concederci che, liberati dalle mani dei nostri nemici, lo potessimo servire senza paura, in santità e giustizia davanti a lui, tutti i giorni della nostra vita.” Non soltanto a Natale o a Pasqua, ma ogni giorno possiamo servire Dio. E riguardo a Giovanni: “E tu, o piccolo bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo, perché andrai davanti alla faccia del Signore a preparare le sue vie, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza, nel perdono dei loro peccati, grazie alle viscere di misericordia del nostro Dio, per cui l’aurora dall’alto ci visiterà, per illuminare quelli che giacevano nelle tenebre e nell’ombra della morte, per guidare i nostri passi nella via della pace.” Zaccaria, sacerdote al servizio nel tempio, attraverso un miracolo straordinario annuncia che Giovanni il Battista, suo figlio naturale, sarà la voce di colui che grida nel deserto: preparate la via del Signore, e alla nascita del figlio inizia a profetizzare del Messia.

Il secondo testimone, i pastori.

Noi vediamo che l’esperienza dei pastori è descritta nel Vangelo di Luca e si focalizza su Luca 2:11, dove leggiamo queste parole: “Poiché oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore.” Gli angeli stanno annunciando una verità, e i pastori, dopo aver ricevuto questo annuncio, vanno nel luogo che gli angeli avevano indicato, dove avrebbero trovato il Messia. Nel verso 20 leggiamo: “E i pastori se ne ritornarono, glorificando e lodando Dio per tutte le cose che avevano udito e visto, come era stato loro detto.” Noi vediamo che andarono lì, si resero conto della realtà di quella testimonianza e divennero testimoni oculari. Erano persone semplici, pastori, gente non facoltosa, ma semplice, che Dio chiama per diventare testimoni della nascita del Messia.

Il terzo testimone, i saggi d’Oriente.

i saggi d’Oriente, erano uomini non ebrei alla ricerca di Dio, e a chi lo cerca Egli si rivela.

Matteo 2:11; “E, entrati nella casa, trovarono il bambino con Maria sua madre e, prostratisi, lo adorarono; poi, aperti i loro tesori, gli offrirono doni: oro, incenso e mirra.”

Questi tre doni predicano il Vangelo prima della croce, già alla nascita di Gesù.

Il primo elemento è l’oro, rappresenta la regalità: Gesù è il Re dei re.

Nella Bibbia l’oro è il metallo dei troni e del governo, come in 1°Re 10, dove viene portato al re Salomone, e nel Salmo 72: “Gli sarà dato l’oro di Sceba”, salmo messianico che parla dell’oro offerto al Re. In Apocalisse 19 si parla del Re dei re e del Signore dei signori. L’oro non si offre ai bambini, ma ai re; così i saggi, con il loro gesto, dichiarano che questo bambino è il Re della promessa, discendenza di Davide, il Re il cui regno non avrà mai fine. Profeticamente Gesù è Re prima di predicare, prima di compiere miracoli e prima di andare alla croce, perché la Sua autorità non viene dagli uomini, ma dal cielo. I saggi d’Oriente riconoscono il bambino come Re dei re e, attraverso il loro dono, testimoniano la Sua regalità e la Sua missione divina.

Il secondo elemento è l’incenso, che rappresenta la deità e l’adorazione.

Questo significa che Gesù è Dio, perché solo Dio deve essere adorato. Nella Bibbia l’incenso non veniva mai offerto agli uomini, ma solo a Dio, era molto costoso e rappresentava le preghiere dei santi che salgono a Lui. In Esodo 30 si parla dell’incenso sacro, destinato al tabernacolo e poi al tempio, in Levitico 16 è nel luogo Santissimo e nel Salmo 141 è associato alla preghiera. Offrendo l’incenso, i saggi dichiarano che questo bambino non è soltanto Re, ma Dio incarnato, e profeticamente Gesù riceve adorazione, che nella Bibbia è dovuta solo a Dio.

Il terzo elemento è la mirra, simbolo di sofferenza e morte, rappresentando Gesù come Redentore che prende il nostro posto, assumendo i nostri peccati affinché possiamo ricevere benedizione. La mirra era usata per imbalsamazione e sepoltura; in Giovanni 19 Nicodemo la porta per Gesù, in Marco 15 è collegata alla croce e in Isaia 53 Gesù è il Servo sofferente. Portare mirra a un neonato profetizza la sua morte come missione redentrice. I saggi predicano attraverso i loro doni: l’oro indica la regalità e la sottomissione a Dio, l’incenso l’adorazione divina, la mirra la croce e il seguire Gesù. Accettare la mirra significa rinnegare sé stessi, prendere la propria croce e arrendersi alla volontà di Dio, permettendogli di trasformarci. Chi riceve Gesù come Re, Dio e Redentore non tornerà indietro, perché Dio ha preparato qualcosa di glorioso. I saggi d’Oriente sono testimoni di qualcosa di straordinario, annunciando già alla nascita la regalità, la divinità e la missione redentrice del Salvatore.

Il quarto testimone, Simeone.

Luca 2:25-27; “Or ecco, vi era a Gerusalemme un uomo chiamato Simeone; quest'uomo era giusto e pio e aspettava la consolazione d'Israele; e lo Spirito Santo era su di lui. 26 E gli era stato divinamente rivelato dallo Spirito Santo, che non sarebbe morto prima di aver visto il Cristo del Signore. 27 Egli dunque, mosso dallo Spirito, venne nel tempio; e, come i genitori vi portavano il bambino Gesù, per fare a suo riguardo quanto prescriveva la legge,”.

Simeone riconosce che Gesù nasce sotto la legge di Mosè e obbedisce alle prescrizioni.

Verso 28-32; “egli lo prese tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: 29 «Ora, Signore, lascia che il tuo servo muoia in pace secondo la tua parola, 30 perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza 31 che tu hai preparato davanti a tutti i popoli; 32 luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele».”

Lo Spirito Santo usa Simeone per rendere testimonianza della gloria di Dio, e noi siamo chiamati a testimoniare non come testimoni oculari, ma per esperienza vissuta. Dio usa gli uomini per annunciare la nascita, la vita, la morte e la resurrezione di Gesù. Anche quando la condizione spirituale non è buona, Dio ha sempre un rimanente. Simeone era un uomo giusto, guidato dallo Spirito Santo, che proclama: “i miei occhi hanno visto la tua salvezza, Signore”.

Il quinto testimone, Elisabetta, moglie di Zaccaria.

Luca 1:41-45; “E avvenne che, appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le sobbalzò nel grembo, ed Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo, 42 ed esclamò a gran voce, dicendo: «Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo grembo. 43 E perché mi accade questo, che la madre del mio Signore venga a me?» 44 Poiché, ecco, appena la voce del tuo saluto mi è giunta agli orecchi, il bambino è sobbalzato di gioia nel mio grembo. 45 Ora, beata è colei che ha creduto, perché le cose dette da parte del Signore avranno compimento».”

Elisabetta riconosce Maria come portatrice del Salvatore, il Re dei re e Dio Onnipotente, e il bambino nel suo grembo, Giovanni il Battista, sobbalza di gioia ed è ripieno di Spirito Santo. Questa testimonianza ci mostra che ciò che Dio promette si compirà e che la fede rende beati coloro che credono nelle Sue promesse.

Il sesto testimone, Maria, madre di Gesù.

Luca 1:46-47 riporta le sue parole: “E Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore, 47 e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore».” Maria porta nel suo grembo il suo Salvatore e Signore, e attraverso il Magnificat (Luca 1:48-56) proclama la grandezza di Dio, la sua misericordia che si estende di generazione in generazione e la rivelazione alle nazioni: “perché egli ha avuto riguardo alla bassezza della sua serva; poiché ecco, d’ora in poi tutte le generazioni mi proclameranno beata… Egli ha operato potentemente col suo braccio… ha soccorso Israele, suo servo… come aveva dichiarato ai nostri padri, ad Abrahamo e alla sua progenie, per sempre». 56 E Maria rimase con Elisabetta circa tre mesi, poi se ne tornò a casa sua.” Gesù, il Cristo, diventa così il Salvatore anche di Maria, vero uomo e vero Dio, il seme del Padre celeste.

Il settimo testimone, la profeta Anna.

Luca 2:36-38; “Vi era anche Anna, una profetessa, figlia di Fanuel, della tribù di Aser, la quale era molto avanzata in età, avendo vissuto dopo la sua verginità sette anni con il marito. 37 Ella era vedova e, sebbene avesse ormai ottantaquattro anni, non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38 Sopraggiunta ella pure in quel momento, lodava il Signore e parlava di quel bambino a tutti coloro che aspettavano la redenzione in Gerusalemme.” 

Anna annuncia la nascita del Messia, lodando il Signore e parlando a coloro che aspettavano la redenzione, mostrando come Dio compie le Sue promesse attraverso uomini e donne ripieni di Spirito Santo, rendendo testimonianza di Suo Figlio e della salvezza che Egli porta all’umanità.

Quindi abbiamo parlato delle testimonianze di persone che hanno assistito alla nascita di Gesù e qui troviamo i sette testimoni della nascita del Salvatore: Zaccaria, sacerdote e profeta; i pastori, uomini semplici; i saggi d’Oriente, cercatori delle nazioni; Simeone, uomo giusto; Elisabetta, donna ripiena di Spirito; Maria, madre di Gesù e serva del Signore; Anna, profeta e intercessore.

Questa è la Parola di Dio che annuncia la nascita del nostro meraviglioso Signore Gesù Cristo.

 

 

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