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Lascia il controllo allo Spirito Santo

Lascia il controllo allo Spirito Santo

 

LASCIA IL CONTROLLO ALLO SPIRITO SANTO

Casavatore 15-03-2026                                                                             PREDICAZIONE: PASTORE ANTONIO RUSSO

La vita cristiana ci porta inevitabilmente a momenti in cui comprendiamo che non possiamo più procedere facendo affidamento sulle nostre capacità, sui nostri schemi o sul nostro bisogno di controllo. È proprio in quei momenti che Dio ci invita a un passo più profondo: non solo credere in Lui, ma arrenderci completamente alla Sua guida. Da qui nasce il messaggio “Lascia il controllo allo Spirito Santo”, perché la vita cristiana non è qualcosa che si gestisce, ma qualcosa che si riceve e si lascia condurre. Il problema non è la mancanza di amore verso Dio, ma la difficoltà a lasciare il controllo: desideriamo seguire il Signore, ma tratteniamo la direzione della nostra vita. La vera trasformazione inizia quando smettiamo di guidare noi e permettiamo allo Spirito Santo di prendere il governo completo della nostra esistenza. Dopo aver parlato dell’evangelismo, abbiamo bisogno di comprendere più profondamente l’opera e la persona dello Spirito Santo, perché la vita cristiana non si vive attraverso lo sforzo umano, ma entrando in una dimensione in cui Dio ha il pieno governo. Quando facciamo questo passo, smettiamo di vivere nello sforzo ed entriamo in una vita guidata dallo Spirito: è Lui che prende il centro del nostro cuore, che ci conduce nella Sua direzione e che ci rende capaci di vivere nella Sua potenza. Per questo dobbiamo riconoscere le zone ancora controllate dal nostro io, dal nostro ego e dalla nostra carne, comprendere che una vita cristiana senza lo Spirito Santo diventa pesante, sterile, una vita che cammina ma non vive davvero, e poi discernere e decidere personalmente di scendere dal trono del nostro cuore per arrenderci alla Sua guida. Tutto ciò che segue la salvezza riguarda la nostra esperienza con Dio: la vita cristiana è un combattimento, una guerra spirituale, un percorso fatto di stagioni, prove, sogni e promesse, ma alla fine ci porta sempre alla stessa verità, cioè che la vita è fatta di scelte. La Bibbia mostra che le scelte hanno un grande valore: rivelano ciò che c’è nel cuore, aprono direzioni, determinano conseguenze che spesso attribuiamo a Dio ma che derivano dalle nostre decisioni. Una scelta sbagliata può trascinarci per anni nella sofferenza, mentre una scelta giusta, presa sotto la guida dello Spirito Santo, può cambiare completamente la nostra vita. Per questo Dio mette in guardia il Suo popolo.

Deuteronomio 30:19; “Io prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché possa vivere, tu e i tuoi discendenti.”

Davanti a noi ci sono due strade e la scelta più importante è dare il controllo della nostra vita allo Spirito Santo.

Efesini 5:18; “E non vi inebriate di vino, nel quale vi è dissolutezza, ma siate ripieni di Spirito.”

Essere ripieni significa vivere sotto l’influenza del cielo e non del nostro io. Possiamo amare Dio e servire, ma mantenere ancora il controllo. La vera vita cristiana inizia quando scegliamo di scendere dal trono del nostro cuore e dire: Spirito Santo, governa la mia vita. Ogni scelta apre una direzione e ci porta a vivere secondo la carne o secondo lo Spirito, perché la carne produce conseguenze negative mentre lo Spirito genera benedizioni. In Romani 8:6 è scritto: “Infatti la mente controllata dalla carne produce morte, ma la mente controllata dallo Spirito produce vita e pace.” Se desideriamo vita e pace, dobbiamo lasciarci controllare dallo Spirito, perché se continuiamo a seguire la carne non vivremo ciò che desideriamo, ma ciò che la carne produce. La carne dice di controllare tutto, di difendersi, di fare di testa propria, mentre lo Spirito invita ad arrendersi, a fidarsi di Dio e a camminare nella volontà del Padre. Le decisioni giuste non nascono solo da una mente intelligente, ma da un cuore arreso, perché una persona veramente intelligente è quella che lascia il controllo e permette allo Spirito Santo di guidarla. La domanda fondamentale diventa quindi: chi è seduto sul trono della nostra vita? Non basta sapere che lo Spirito Santo abita in noi dopo la nuova nascita e il battesimo nello Spirito; la vera questione è se Egli governa davvero la nostra vita. Tra ospitare qualcuno e farlo regnare c’è una differenza enorme. Dio non vuole solo essere presente, ma regnare sovrano, guidare pensieri, scelte e passi, perché solo allora la nostra vita diventa pienamente Sua e trasformata. Ci sono credenti nei quali lo Spirito è presente ma non è il Signore, parla ma non viene ascoltato, tocca ma non trova resa. Finché siamo noi a governare, con orgoglio, paure e bisogno di controllo, vivremo una lotta continua, ma dove trova un cuore arreso, lo Spirito porta vita, lo Zoe, la vita stessa di Dio. Senza la potenza dello Spirito Santo il credente va alla deriva, perché l’unico modo per vivere la vita cristiana nella benedizione è viverla nella Sua potenza. Molti sono esausti perché si sono distaccati dalla fonte. A tal proposito, vi presentiamo una storia accaduta qualche anno fa che ci farà comprendere l’importanza di rimanere attaccati alla fonte. Il 10 febbraio 2013, la nave da crociera “Carnival Triumph” subì un incendio in sala macchine, lasciando oltre 4.000 persone alla deriva nel Golfo del Messico senza elettricità. Bagni e aria condizionata non funzionavano, il cibo non si conservava, l’acqua fresca scarseggiava e gli odori erano insopportabili, costringendo molti a dormire nei corridoi o all’aperto. Dopo quattro giorni, la nave fu trainata al porto di Mobile, Alabama, in un evento tristemente noto come la “crociera infernale”. Questa vicenda ci insegna che, senza la fonte di energia, senza lo Spirito Santo al centro, perdiamo direzione, forza, vitalità e iniziamo a decadere. La Bibbia insegna che la nostra fonte di potenza è lo Spirito Santo e oggi siamo chiamati non a distaccarci dalla fonte, ma a ritornare ad essa, a dipendere dalla Sua potenza e a permettere allo Spirito di governare la nostra vita, perché altrimenti finiamo svuotati e alla deriva. Non possiamo vincere la carne con la carne, né produrre il frutto dello Spirito con lo sforzo umano.

Galati 5:16; “Or io dico: Camminate secondo lo Spirito e non adempirete i desideri della carne.”

Non possiamo vivere un po’ secondo lo Spirito e un po’ secondo la carne: non esiste una percentuale mista, perché o siamo carnali o siamo spirituali. La carne produce morte mentre lo Spirito produce vita, come afferma Romani 8:6: “Infatti la mente controllata dalla carne produce morte, ma la mente controllata dallo Spirito produce vita e pace.” Per questo Paolo esorta a essere ripieni dello Spirito Santo, perché essere ripieni è una questione di sopravvivenza spirituale. Vivere ripieni significa vivere sotto l’influenza del cielo, non dominati dal nostro io o dal nostro ego, ma guidati dallo Spirito. Tutti siamo influenzabili: possiamo lasciarci influenzare da Dio oppure dalla carne. Persino Gesù camminò nella dipendenza dal Padre pur essendo 100% Dio e 100% uomo. Non combatté con le forze divine, ma con quelle umane, mostrando che la vittoria sta nel dipendere dallo Spirito Santo. In Giovanni 14:10 leggiamo: “… Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso. Il Padre che dimora in me è colui che fa le opere.” Gesù è il modello perfetto di vita cristiana vissuta nella vittoria. Se persino Lui dipese dal Padre, come possiamo pensare di staccarci dalla fonte e fare le cose di testa nostra? Fare di testa nostra porta al disastro, mentre essere guidati dallo Spirito porta vita e abbondanza, anche in mezzo alla persecuzione, perché la vita di Dio regna dentro di noi.

Giovanni 8:28; “Quindi Gesù disse loro: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora conoscerete che io sono e che non faccio nulla da me stesso, ma dico queste cose come il Padre mi ha insegnato.»”

Gesù rimase dipendente dal Padre fino all’ultimo, e nel Getsemani dichiarò: “Non la mia volontà, ma la tua volontà sia fatta.” La volontà di Dio è sempre il meglio per noi. Abbiamo bisogno di arrenderci allo Spirito Santo, perché i disastri nella nostra vita nascono dal fare le cose di testa nostra. Quando ci arrendiamo, anche se attorno c’è tempesta, dentro c’è pace.

Salmo 27:3; “Anche se si accampasse un esercito contro di me, il mio cuore non avrebbe paura; anche se scoppiasse una guerra contro di me, anche allora avrei fiducia.”

La prima cosa da fare è scendere dal trono del nostro cuore, smettere di essere i signori di noi stessi e lasciare che Dio abbia l’ultima parola. A volte vogliamo controllare tutto, anche le persone, ma non possiamo cambiarle: solo lo Spirito Santo opera nei cuori. Dobbiamo arrendere ogni area della nostra vita, non trattenere nulla, non vivere a metà. Arrendere pensieri, emozioni, paure, relazioni, tempo, futuro, dicendo: “Spirito Santo, mi fido più di Te che di me stesso.” Lo Spirito non può riempire ciò che tratteniamo. Per vivere nella vittoria dobbiamo imparare ad ascoltare la Sua voce, perché la guida dello Spirito non è caos ma relazione. Chi vuole essere guidato deve imparare a stare con il Padre e a pregare. I discepoli chiesero a Gesù: “Signore, insegnaci a pregare”, e Gesù mostrò loro una preghiera modello. Il Padre Nostro non è una formula da ripetere a memoria, ma un modello che inizia con la parola “Padre”, che parla di relazione e comunione viva. Per essere guidati dallo Spirito Santo dobbiamo imparare a pregare, e chi ci ispira a pregare è proprio lo Spirito Santo. La Bibbia dice che noi non sappiamo pregare come si conviene, ma lo Spirito interviene nella nostra debolezza. Il verbo greco “synantilambanetai” significa che lo Spirito dà forza alla nostra preghiera, viene in aiuto e ci sostiene mentre preghiamo. Possiamo mettere insieme parole, ma la preghiera che Dio cerca è quella che nasce dallo Spirito. Per questo dobbiamo imparare a pregare e a stare nella Parola, perché Gesù disse: “Le parole che io vi dico sono spirito e vita” e ancora: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno mai.” La Parola ha resistito al fuoco ed è rimasta stabile in eterno. Se vogliamo essere guidati dallo Spirito Santo, dobbiamo stare nella Parola, imparare a pregare e sviluppare discernimento. Il discernimento non viene dall’esperienza: uno dei rischi di chi è da molti anni nella fede è fare le cose per abitudine, pensando che l’esperienza basti. Ma il discernimento è ciò che lo Spirito Santo dice in quel momento, non ciò che abbiamo imparato negli anni. Sansone visse per esperienza e disse: “Io farò come ho fatto tutte le altre volte”, ma quel giorno aveva perso forza e unzione. Lo Spirito Santo ci dà discernimento per scegliere la via della vita. Dobbiamo imparare a stare in silenzio davanti a Dio, perché a volte le nostre preghiere sembrano un monologo. Iniziamo subito a parlare, ingraniamo e diciamo: “Signore, benedici questo, benedici quest’altro, benedici quello, mio marito, mia moglie, non ti dimenticare di quella persona”, poi ringraziamo, salutiamo e andiamo via… e il Signore ci guarda e ci dice: “Volevo dirti qualcosa anche io.” La Bibbia dice: “Stai in silenzio davanti all’Eterno e aspettalo”, perché, se vogliamo essere guidati, dobbiamo aspettare che sia Lui a parlare. Dobbiamo imparare a riconoscere la Sua voce, perché è lo Spirito che convince, corregge, frena, spinge e parla. Per essere guidati dobbiamo scendere dal trono del nostro cuore, arrendere ogni area della nostra vita, ascoltare la Sua voce e ubbidire subito, perché un’ubbidienza rimandata può portare disastri. Dio è misericordioso e lo Spirito Santo è come un GPS: noi impostiamo una destinazione, ma è Lui che guida. A volte cambiamo strada pensando di conoscere scorciatoie, ma lo Spirito ricalcola il percorso e ci riporta alla destinazione, anche se perdiamo tempo. Molti cercano una parola, ma non vogliono la croce; eppure Gesù disse: “… «Se qualcuno mi vuole seguire, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.” (Matteo 16:24). La croce non piace perché mette fine alla carne, ma da essa nasce la vita nuova. Molti vogliono direzione ma non ubbidienza, ma se vogliamo essere guidati dobbiamo ubbidire. Essere ripieni dello Spirito non è un ricordo del passato: la dipendenza è quotidiana. Ogni mattina dobbiamo scegliere di non risalire sul trono e dire: “Spirito Santo, governa Tu la mia vita, parlami Tu, guidami Tu, correggimi Tu, riempimi Tu, usami Tu.”

Quanti siamo pronti e disponibili a fare questo?

 

 

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