Lascia il tuo secchio
LASCIA IL TUO SECCHIO
Casavatore 21-06-2026 PREDICAZIONE: PASTORE NICOLA GIARDIELLO
Questa settimana abbiamo ricevuto la visita del Pastore Nicola Giardiello, che si è rivelato una persona illuminata e grandemente usata da Dio. Subito si è addentrato nel tema del messaggio “Lascia il tuo secchio”, guidandoci nell’incontro tra Gesù e la donna samaritana.
Giovanni 4:4; “Or egli doveva passare per la Samaria.”
Questo “doveva” non è casuale, perché Gesù non attraversa la Samaria per caso: sapeva che lì lo attendevano una donna da incontrare, una vita da restaurare e una storia da riscrivere con la grazia. È un imperativo che cattura la nostra attenzione, lo stesso tono deciso che ritroviamo in Giovanni 17, quando Gesù dice al Padre: “Padre, io voglio… io voglio che dove siamo noi siano anche loro.” Lì l’imperativo esprime il desiderio eterno di comunione; qui, invece, indica un percorso preciso: Gesù doveva passare di là, non per necessità geografica ma per volontà divina. In questo incontro al pozzo, Gesù ci guida attraverso tre passaggi che parlano profondamente alla nostra vita:
1. GESÙ TI INCONTRA DOVE SEI
Giovanni 4:6; “Or qui c’era il pozzo di Giacobbe. E Gesù, affaticato dal cammino, sedeva così presso il pozzo; era circa l’ora sesta.”
Gesù arriva al pozzo affaticato e stanco dal cammino. Egli non ha alcun problema a mostrare il Suo bisogno e la Sua umanità: il Figlio di Dio si siede come uno di noi, lasciandoci vedere che la stanchezza non è un limite, ma un luogo in cui Lui sceglie di rivelarsi. La donna, invece, arriva al pozzo verso l’ora sesta, intorno a mezzogiorno. Probabilmente sceglie quell’orario per evitare gli sguardi e i commenti della gente del suo villaggio, perché si sentiva giudicata per la sua condizione sentimentale e per il suo passato. Va al pozzo nel momento più caldo della giornata per non incrociare nessuno, convinta che fosse meglio così. Per lei sembrava una giornata come tante, un giorno ordinario, uguale agli altri. Ma proprio quel giorno ordinario diventa straordinario, perché lì, accanto al pozzo, incontra Gesù. È così che il Signore opera: entra nelle nostre abitudini, nei nostri luoghi di fatica, nei nostri orari sbagliati, e li trasforma in appuntamenti divini. La prima cosa che Gesù fa nella vita di una persona è restituirle dignità. Prima ancora di correggere, prima di parlare del passato, prima di affrontare i nodi della vita, Egli rialza lo sguardo di chi si sente piccolo, ferito o nascosto. Gesù non parte da ciò che manca, ma da ciò che vale, e davanti a Lui anche la donna più evitata del villaggio torna a sentirsi vista, ascoltata e amata.
Giovanni 4:7; “Una donna di Samaria venne per attingere l’acqua. E Gesù le disse: «Dammi da bere».”
Gesù si rivolge a lei superando barriere culturali, religiose e sociali. Non aspetta che diventi santa per parlarle, non pretende che metta ordine nella sua vita prima di avvicinarla. La incontra proprio nel luogo del suo bisogno, nel punto più fragile della sua storia, ed è lì che la grazia si manifesta con maggiore forza. Questo ci insegna che non possiamo permettere al nostro passato di continuare a condizionare il nostro futuro. Gesù non guarda ciò che siamo stati, ma ciò che possiamo diventare alla luce del suo amore. Lui entra nei nostri luoghi nascosti, nelle nostre ferite, nelle nostre vergogne, e li trasforma in spazi di incontro. Dove noi vediamo fallimento, Lui vede possibilità; dove noi vediamo limiti, Lui vede un nuovo inizio.
2. GESÙ TI FA ALZARE LO SGUARDO
Giovanni 4:10; “Gesù rispose e le disse: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere”, tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato dell’acqua viva».”
La donna guarda al pozzo, alla sua sete, al suo secchio e ai suoi limiti, mentre Gesù le parla di acqua viva. Quante volte anche noi fissiamo lo sguardo solo sulle nostre impossibilità e arriviamo a convincerci che non ci sia più speranza. Il pozzo era profondo, ma Gesù le rivela una verità potente: il problema non è la profondità della tua difficoltà, ma il riconoscere chi hai davanti. Quando Gesù entra nella nostra vita, ci invita a togliere gli occhi dal problema e a metterli su di Lui. Noi vediamo il pozzo, Lui vede la sorgente; noi vediamo la fatica di tirare su l’acqua, Lui vede l’acqua viva che può sgorgare dentro di noi; noi vediamo limiti, Lui vede possibilità. È questo lo sguardo della fede: non negare la realtà, ma lasciarsi guidare da una realtà più grande, quella della presenza di Cristo.
Luca 11:9; “Perciò vi dico: Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto.”
Gesù le stava dicendo: “Tu stai cercando acqua naturale, ma Io voglio darti qualcosa di più grande. Tu pensi alla sete del corpo, ma Io voglio dissetare la tua anima.” Gesù non offre semplicemente una soluzione temporanea, ma una trasformazione interiore. Non si limita a rispondere alla sete del momento, ma apre davanti a lei la possibilità di una vita nuova, una vita che non dipende più dai pozzi esterni ma dalla presenza di Dio dentro di noi.
3. Giovanni 4:28; “La donna allora, lasciato il suo secchio, se ne andò in città e disse alla gente:”
Il secchio rappresenta ciò che lei portava ogni giorno: i suoi bisogni, i suoi limiti, le sue incapacità, il senso di colpa, la vergogna e quella vecchia vita che la definiva; ma dopo aver incontrato Gesù, tutto comincia a cambiare. Quando la grazia tocca il cuore, ciò che era un peso diventa qualcosa che possiamo finalmente lasciare andare. La donna lascia il secchio, e questo gesto è profetico: ciò che prima era il centro della sua vita ora non lo è più, segno che una sorgente nuova ha preso il posto dei vecchi pozzi. Prima era una donna che evitava le persone, ora è una donna che corre verso di loro. Prima si nascondeva, ora testimonia. Prima era conosciuta per il suo passato, ora diventa una voce che annuncia Cristo. È questo quello che accade quando Gesù ci incontra davvero: non cambia solo ciò che facciamo, cambia ciò che siamo.
Andiamo alla conclusione: come quella donna, anche noi possiamo deporre ciò che ci ha trattenuti per anni; ciò che un tempo ci teneva legati perde il suo potere, perché quando Gesù entra nel cuore nasce in noi qualcosa di completamente nuovo. Un tempo eravamo chiusi, ora possiamo aprirci agli altri. Un tempo vivevamo nell’ombra, ora possiamo alzare la voce della fede. Un tempo eravamo segnati dalla nostra storia, ora possiamo diventare una testimonianza che porta a Cristo. Questa è la nostra chiamata oggi: lasciare ciò che ci appesantiva e correre ad annunciare ciò che Gesù ha compiuto in noi.
