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Le alti lodi, una proclamazione di fede

Le alti lodi, una proclamazione di fede

 

LE ALTI LODI, UNA PROCLAMAZIONE DI FEDE

Casavatore 19-07-2026                                                                              PREDICAZIONE: PASTORE ANTONIO RUSSO

In questo servizio di culto è importante che ci apriamo alla rivelazione, perché quando predichiamo un messaggio non condividiamo semplici ragionamenti umani, ma le rivelazioni della meravigliosa Parola di Dio. La settimana scorsa abbiamo parlato della lode e abbiamo visto che il suo contrario è la lamentela. Perciò, se durante la settimana ci siamo lamentati, da oggi impariamo a sostituire il lamento con la lode, perché la Scrittura ci insegna nel Salmo 34:1: “Io benedirò il Signore in ogni tempo; la sua lode sarà del continuo nella mia bocca.” Per questo dobbiamo essere collegati con il cielo e non con la terra, perché Gesù ci ha insegnato a pregare: “… Sia fatta la tua volontà in terra come in cielo.” (Matteo 6:10) Attraverso la nostra preghiera e la nostra lode siamo chiamati a trasferire sulla terra ciò che c’è nel cielo. Nel cielo c’è una lode continua rivolta a Dio e anche la nostra vita deve essere caratterizzata da una lode continua, sincera e vera. Ricordiamo Paolo e Sila: furono imprigionati per aver predicato la Parola di Dio, ma nella loro mezzanotte non smisero di lodare il Signore. Lo stesso dobbiamo fare anche noi: nei momenti più difficili, dobbiamo imparare a lodare l’Eterno. Oggi dobbiamo fare una scelta spirituale e dichiarare: “il mio Dio è più grande dei miei problemi!” Più fissiamo lo sguardo sul problema, più rischiamo di rimanerne paralizzati; ma più glorifichiamo Dio, più Egli diventa grande davanti ai nostri occhi e il problema perde la sua forza. Non vogliamo magnificare le nostre difficoltà, ma Colui che regna sopra ogni cosa. Non aspetteremo che le circostanze cambino per lodare Dio, ma Lo loderemo perché Egli è fedele, tre volte santo, il nostro Rifugio, il nostro Pastore e Colui che combatte per noi. Da oggi non offriremo soltanto una lode di ringraziamento, ma innalzeremo alte lodi a Dio. Le alte lodi sono una proclamazione di fede che dichiara chi è Gesù: Egli è il Re dei re e nessuna circostanza potrà mai cambiare chi Egli è. Le alte lodi non nascono da ciò che Dio fa, ma dalla rivelazione di chi Egli è; per questo la vera lode non dice soltanto: “Ti lodo perché mi hai benedetto”, ma proclama: “Ti lodo perché ho compreso chi Tu sei.” Quando riceviamo una rivelazione, la nostra vita cambia, perché viene rimosso il velo che ci impediva di comprendere la verità. Comprendiamo così che Dio è più grande di ogni nostra circostanza, di ogni malattia e di ogni problema: Egli è l’Onnipotente. Questo è ciò che accadde anche nella vita di Mosè, il quale proclamò in Esodo 15:11: “Chi è pari a Te fra gli dèi, o Eterno? Chi è pari a Te, mirabile nella santità, maestoso nelle lodi e operatore di prodigi?” Mosè non lodò Dio soltanto per l’apertura del Mar Rosso, ma perché aveva ricevuto una rivelazione della Sua santità, della Sua unicità e della Sua grandezza. Egli comprese che non esiste alcun altro dio paragonabile all’Eterno. Questa è la vera essenza delle alte lodi: proclamare chi Dio è, indipendentemente dalle circostanze, lasciando che la rivelazione trasformi il nostro modo di vedere Dio, noi stessi e ogni situazione della nostra vita. Anche il re Davide, il dolce cantore d’Israele, l’uomo secondo il cuore di Dio, proclama: “Il Signore è il mio pastore: nulla mi mancherà.”  Una cosa è conoscere questa verità con la mente, un’altra è viverla. Quando la viviamo, sappiamo che Dio è il nostro Pastore, il nostro Provveditore, Colui che guida la nostra vita, ci protegge e provvede a ogni nostro bisogno. Anche il profeta Isaia ricevette una rivelazione dell’Iddio tre volte santo. Egli riceve una visione nella quale Dio si manifesta e lo conduce davanti al Suo trono. Lì vede i serafini che, pur contemplando Dio dall'eternità, continuano a meravigliarsi della Sua gloria e della Sua santità, proclamando senza sosta: “Santo, Santo, Santo è l’Eterno degli eserciti! Tutta la terra è piena della Sua gloria.” Isaia comprende che Dio è totalmente separato da ogni compromesso, è giusto e immutabile. Questa verità trova piena conferma anche nella Scrittura, che afferma: “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno." Anche Maria, nel Magnificat, proclama: “L’anima mia magnifica il Signore… perché il Potente mi ha fatto cose grandi, e Santo è il suo nome!” Mosè, Davide, Isaia e Maria hanno tutti una caratteristica in comune: non hanno lodato Dio soltanto per ciò che ha fatto, ma perché hanno ricevuto una rivelazione di chi Egli è. Questa è la vera natura delle alte lodi. La lode per ciò che Dio fa nasce dalla gratitudine, e noi Lo ringraziamo per i Suoi interventi e per i Suoi miracoli; la lode per chi Egli è, invece, nasce dalla rivelazione. Abramo ricevette la rivelazione di Dio come El Shaddai, Colui che è sufficiente per ogni cosa, e comprese che Dio è l’Autosufficiente, l’Autoesistente e l’Onnipotente. Quando viviamo nella rivelazione di chi Dio è, Lo lodiamo prima della battaglia, durante la battaglia e anche dopo la vittoria. Questo è ciò che la Bibbia chiama “le alte lodi a Dio” o “le alte lodi di Dio”. La nostra lode deve passare dall’essere una semplice espressione di gratitudine a diventare una proclamazione di fede. Non dobbiamo cantare per abitudine o con distrazione, ma con piena consapevolezza di ciò che stiamo dichiarando, così da essere ripieni della Sua presenza e della Sua gloria. Le alte lodi costituiscono una lode spirituale elevata, proclamata con fede, convinzione e autorità. Non dipendono dal volume della musica o dall’intensità della voce, ma dalla rivelazione di chi Dio è e dall’autorità della Sua Parola. Sono dichiarazioni della grandezza, della santità, della sovranità e della vittoria di Dio. Per questo il salmista dichiara nel Salmo 149:6: “Abbiano nella loro bocca le alte lodi di Dio e nella loro mano una spada a due tagli.” La lode nella bocca e la spada nella mano rappresentano due realtà inseparabili: con la bocca proclamiamo chi Dio è, mentre la spada rappresenta la Sua Parola, cioè la Sua autorità e la guerra spirituale. Le alte lodi, quindi, sono proclamazioni di fede che nascono dalla rivelazione di chi Dio è e dichiarano la Sua sovranità sopra ogni cosa. Noi non stiamo semplicemente cantando, ma stiamo facendo delle dichiarazioni: proclamiamo che Dio regna, che la Sua autorità governa la nostra vita e che, mentre Lo lodiamo, impugniamo spiritualmente una spada a due tagli. La Lettera agli Ebrei ci insegna che la Parola di Dio è una spada a due tagli, capace di penetrare fino a dividere l’anima dallo spirito e di giudicare i pensieri e le intenzioni del cuore. Quando la lode si unisce alla Parola di Dio, entriamo in una dimensione di guerra spirituale, perché il nostro combattimento non è contro carne e sangue, ma contro le potenze spirituali. Per questo dichiariamo che la Parola di Dio rimane vera al di sopra di ogni circostanza. Non è ciò che vediamo a stabilire la verità, ma ciò che Dio dice. Una cosa è dire: “Signore, Ti ringrazio perché sei buono”; questa è lode. Un’altra è proclamare: “Gesù Cristo è il Re dei re” oppure: “Nessun’arma fabbricata contro di me prospererà, nel nome di Gesù.” Queste sono proclamazioni di fede. Quando dichiariamo: “Il Signore è il mio rifugio. È Colui che combatte le mie battaglie”, stiamo innalzando alte lodi. Lo proclamiamo prima ancora di vedere il risultato, perché siamo certi che Dio manterrà la Sua Parola. Le alte lodi non sono soltanto ringraziamento, ma proclamazione della sovranità di Dio. Paolo e Sila ne sono un esempio: in carcere, pur non avendo ancora ricevuto la liberazione, lodavano Dio, proclamando chi Egli era per loro prima ancora di vedere il miracolo; per questo le alte lodi esaltano Dio per ciò che Egli è. Il Salmo 99:5 dichiara: “Esaltate l’Eterno, il nostro Dio… Egli è santo.” Dio è degno perché è santo, fedele, eterno e Re; se Lo conosciamo soltanto per ciò che ci dona, la nostra lode rimarrà limitata. Ma quando impariamo a conoscerLo per chi Egli è, continueremo a lodarLo nella gioia, nella battaglia e in ogni circostanza, e la nostra lode non dipenderà più dalle situazioni, ma dalla rivelazione della Sua persona. Nei Salmi è scritto che, anche se migliaia di nemici si accampassero intorno a noi, rimarremmo fiduciosi nel nostro Dio. Israele ne è una chiara dimostrazione: dal punto di vista umano è una nazione piccola, ma la sua forza è il Dio che combatte per il Suo popolo, perché Egli non viene mai meno ai Suoi patti e alle Sue promesse, le quali sono sì e amen. Le alte lodi proclamano la sovranità di Dio sopra ogni situazione: se affrontiamo un’infermità, affermiamo il Suo governo fondandoci non solo sulla promessa: “Io sono l’Eterno che ti guarisce”, ma anche sulla dichiarazione di Isaia: “Per le Sue lividure siamo stati guariti.” La guarigione è stata conquistata da Gesù sulla croce; perciò le alte lodi proclamano che il Signore regna, che Gesù è il Re dei re, che Egli è l’Iddio della nostra vittoria e che nessuno è paragonabile a Lui. Quando innalziamo le alte lodi non stiamo ignorando il problema, perché esso può essere reale; ma stiamo dichiarando una verità più grande: “Dio è più grande del mio problema.” Qualunque sia la situazione che stiamo affrontando, sappiamo che il nostro Dio continua a regnare e, anche se attraversiamo pressioni, conflitti e battaglie, dichiariamo: “Signore, Tu continui a regnare.” La tempesta può scuotere la nostra vita, ma non potrà mai scuotere il trono di Dio. Quando proclamiamo la Sua sovranità, la nostra prospettiva cambia e cominciamo a vedere la verità di Dio anziché la menzogna delle circostanze. Le alte lodi sono dichiarazioni di fede: non proclamano soltanto ciò che abbiamo già visto, ma ciò che Dio ha detto, anche quando ancora non ne vediamo il compimento. Sono le lodi che precedono il miracolo e l'intervento di Dio. Ne troviamo un chiaro esempio in 2 Cronache 20, quando tre re si mossero contro Giosafat: egli inizialmente ebbe paura, ma poi scelse di confidare in Dio e dichiarò che Colui che era dalla sua parte era più grande dei suoi nemici. Così mise davanti all'esercito i lodatori, gli adoratori e i trombettieri, e il popolo proclamò, come leggiamo in 2 Cronache 20:21: “Celebrate l'Eterno, perché la Sua benignità dura in eterno.” Il popolo lodò Dio prima della battaglia e non dopo la vittoria: Dio intervenne, i nemici caddero nella confusione e cominciarono a combattersi tra loro. Quando lodiamo Dio, anche le strategie del nemico vengono sconvolte. Questa è la fede che si manifesta attraverso la lode: una fede che celebra Dio prima ancora di vedere il risultato, perché si fida delle Sue promesse. Le alte lodi proclamano la Parola di Dio: non sono semplici frasi positive, ma dichiarazioni fondate su ciò che Dio ha detto; per questo non basta conoscere la Parola, dobbiamo crederla, proclamarla e viverla con fede. Che cosa dice il profeta Isaia? “Nessun’arma fabbricata contro di te prospererà.” Che cosa dice Davide? “L’Eterno è il mio Pastore, nulla mi mancherà.” Che cosa dice ancora la Scrittura? “L'Eterno combatterà per voi, e voi ve ne starete tranquilli».” Questo è ciò che siamo chiamati a proclamare. Così non neghiamo la battaglia, ma dichiariamo che Dio è con noi e che sarà Lui a darci la vittoria. La nostra fiducia non è nella forza delle nostre parole, ma nell’autorità della Sua Parola. Quando Gesù si trovò nel deserto non pronunciò semplicemente parole positive, ma rispose al diavolo dicendo: “Sta scritto” e “Sta altresì scritto”. Per tre volte dichiarò la potenza della Parola di Dio, insegnandoci che la vittoria non dipende dalle nostre parole, ma dall’autorità della Parola. Gesù disse anche: “Le parole che Io vi ho detto sono spirito e vita”; queste non sono parole di un uomo, ma parole dell'Onnipotente. Per questo abbiamo bisogno di conoscere la Parola di Dio, perché conoscendo la Sua Parola conosciamo la Sua volontà; solo così possiamo camminare in essa, riconoscere e rifiutare le menzogne del diavolo, vivere nella verità e amare la Parola, perché è la nostra forza. Le alte lodi mettono sempre Gesù al centro: non stiamo lodando noi stessi, ma Cristo. In Apocalisse 5:12 il cielo proclama: “Degno è l’Agnello, che è stato immolato, di ricevere la potenza, le ricchezze, la sapienza, la forza, l’onore, la gloria e la benedizione.” Le alte lodi non mettono al centro il problema, il nemico o noi stessi, ma Cristo. Perciò non diciamo soltanto: “Signore, risolvi la mia situazione”, ma anche: “Signore, Tu sei degno anche mentre attraverso questa prova.” Davide dichiara nel Salmo 34:3: “Magnificate con me l'Eterno, ed esaltiamo tutti insieme il suo nome.” Quando magnifichiamo Dio, Egli non diventa più grande, perché è già infinitamente grande, ma diventa più grande ai nostri occhi.  Esiste un principio fondamentale: ciò che esaltiamo diventa dominante nella nostra prospettiva. Se continuiamo a parlare soltanto dei nostri problemi, essi cresceranno nella nostra percezione; se, invece, esaltiamo Dio, vedremo la grandezza della Sua gloria e della Sua potenza. Le alte lodi cambiano prima di tutto ciò che accade dentro di noi. Davide, davanti a Golia, parlò dalla prospettiva della fede e dichiarò: “Oggi stesso l’Eterno ti consegnerà nelle mie mani; e io ti abbatterò, ti taglierò la testa… affinché tutta la terra sappia che c’è un Dio in Israele.” (1 Samuele 17:46) Davide non chiamò mai Golia “gigante”, ma «questo Filisteo incirconciso», perché non volle attribuire al problema un'importanza maggiore di quella reale; con fede, invece, proclamò: “Oggi ti taglierò la testa.” Anche noi siamo chiamati a fare una scelta: non esaltare il problema, ma proclamare la Parola di Dio, perché quando iniziamo a dichiarare ciò che Dio dice vedremo la Sua potenza all'opera nella nostra vita.

 

 

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