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Lo spargimento dello Spirito Santo nella Pentecoste 2°Parte

Lo spargimento dello Spirito Santo nella Pentecoste 2°Parte

 

LO SPARGIMENTO DELLO SPIRITO SANTO NELLA PENTECOSTE 2°Parte

Casavatore 22-06-2025                                                                              PREDICAZIONE: PASTORE ANTONIO RUSSO

In questo tempo stiamo onorando lo Spirito Santo, stiamo parlando di Lui, ascoltando e cercando di conoscerlo sempre di più. Abbiamo colto l’occasione della Pentecoste per entrare in questo tema fondamentale per la nostra vita spirituale, e oggi vogliamo proseguire su questa direzione, perché sentiamo forte il bisogno di crescere nella comunione con Lui. Dio si è mosso in modo straordinario, e continua a farlo. Abbiamo parlato e stiamo parlando di “Lo spargimento dello Spirito Santo nella Pentecoste”, quando lo Spirito venne con potenza sui discepoli, segnando l’inizio di una nuova era: quella della Chiesa nata nel fuoco e nella gloria. E quello spargimento non si è mai fermato, perché oggi è ancora il tempo dello Spirito Santo, oggi è ancora il tempo della Pentecoste! C'è stato un tempo dove c’è stata l’era del Padre, poi c'è stato un altro tempo dove c’è stata l’era del Figlio, e adesso invece siamo nell’era dello Spirito Santo. Quando venne lo Spirito Santo, venne durante la festa della Pentecoste, che è la festa dello Spirito Santo, come la Pesach è la festa di Gesù e i Tabernacoli la festa del Padre. Questo tempo è il tempo dell’Unzione, della Potenza, del Soprannaturale. La Pesach dura sette-otto giorni, i Tabernacoli otto-dieci giorni, ma la Pentecoste solo due giorni. Quanto durerà lo spargimento dello Spirito? Non per sempre, perché è un ciclo: è iniziato nel giorno della Pentecoste e sta per giungere alla sua fine.

Osea 6:2; “Dopo due giorni ci ridarà la vita, il terzo giorno ci farà risorgere e noi vivremo alla sua presenza.”

L’Apostolo Pietro scrive in 2°Pietro 3:8: “Ora, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: che per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni come un giorno.” Due giorni equivalgono a duemila anni, ma anche se siamo nel 2025, questo periodo non è ancora concluso, perché il nostro calendario parte dalla nascita di Gesù, mentre lo Spirito fu dato circa trentatré anni dopo. Inoltre, considerando i 5-15 anni persi nei calcoli del calendario gregoriano e sottraendo i 33 anni tra la nascita di Gesù e il dono dello Spirito, ci troviamo intorno al 1992, per cui non abbiamo ancora raggiunto i duemila anni completi. Non vogliamo dare date, ma discernere i tempi, per non fare l’errore di Israele che non riconobbe il tempo della Visitazione.

Matteo 16:3; “… Ipocriti, ben sapete dunque distinguere l’aspetto del cielo, ma non riuscite a discernere i segni dei tempi?”

Se Gesù li ha rimproverati, è perché potevano capire. Gesù sta tornando, i due giorni stanno per concludersi e, pur non conoscendo il giorno né l’ora, dobbiamo avere discernimento per comprendere che questo è il tempo del Suo ritorno. Come finiranno questi due giorni? Con giudizio e misericordia.

1°Pietro 4:17; “Poiché è giunto il tempo che il giudizio cominci dalla casa di Dio; e se comincia prima da noi, quale sarà la fine di coloro che non ubbidiscono all'evangelo di Dio?

Se il giudizio inizia da noi, dobbiamo essere pronti, vigili, puri e allineati alla volontà di Dio, e se questa è la Sua volontà, noi l’accettiamo, perché c’è un rimanente che Dio si è riservato. Quale sarà la fine di coloro che non ubbidiscono all’evangelo di Dio? È una domanda che dobbiamo porci con serietà.

1°Pietro 4:18; “«se il giusto è appena salvato, cosa avverrà dell'empio e del peccatore?».”

Il giudizio inizia dalla casa di Dio perché la festa di Pentecoste, legata allo spargimento e risveglio dello Spirito Santo, si concluderà con un giudizio. L’Apostolo Pietro ci conferma questo dicendo che il giudizio comincerà proprio dalla casa di Dio, e chi c’è nella casa? Ci siamo noi, i figli. Qui si parla di coloro che si oppongono al movimento dello Spirito Santo, di chi non discernere i tempi, infatti per i farisei e i sadducei c’è stato un giudizio proprio a causa della loro mancanza di discernimento. Gesù ha pianto su Gerusalemme dicendo: “Gerusalemme, Gerusalemme, se tu avessi capito il tempo della tua visitazione!” Questo portò a una grave conseguenza, perché non avendolo capito, si compì quanto poi accadde nel 70 d.C., quando Tito distrusse la città, profanò il tempio e portò via il candelabro d’oro. A Roma, sull’arco di Tito, è scolpito il candelabro d’oro, trofeo della vittoria su Gerusalemme, a conferma che Gesù aveva detto la verità: non hanno avuto discernimento. Ma noi vogliamo discernere i tempi che stiamo vivendo. Se il giudizio inizia dalla casa di Dio, che ne sarà di quelli di fuori? Tutti coloro che vogliono bloccare il movimento dello Spirito Santo e non allineano la loro vita all’opera dello Spirito saranno giudicati, e questo giudizio continuerà contro tutte le nazioni che vogliono distruggere Israele, le quali hanno fallito e continueranno a fallire. Noi, come Chiesa, dobbiamo amare i perduti e gli ebrei, predicare loro l’evangelo e suscitare in loro gelosia mostrando che serviamo l’Iddio dei loro padri e che siamo spiritualmente più avanti; così desidereranno ciò che noi abbiamo, e non vorranno perdere ciò che vedono in noi. C’è un orologio in Iran che conta alla rovescia verso la distruzione d’Israele, ma chi si mette contro Dio sarà giudicato. Gesù ha detto che Israele è come il fico: quando spuntano le foglie, il frutto è vicino, e questo ci fa discernere il tempo del Suo ritorno. Ci sono due coppe in cielo che si stanno riempiendo, quella del giudizio e quella della misericordia, entrambe ormai quasi colme e pronte a essere versate: per questo lo Spirito ci sta dicendo che non c’è più tempo, dobbiamo predicare. A volte guardiamo solo alle nostre condizioni, ma Dio disse all’Apostolo Giovanni quando scrisse l’Apocalisse: “Giovanni, non restare laggiù, la tua visione è limitata: sali quassù.” Dio oggi ci dice lo stesso: se vogliamo capire i tempi, dobbiamo salire più in alto. Se amiamo la nostra famiglia, i nostri figli, il marito o la moglie, allora dobbiamo predicare, piegare le ginocchia, intercedere, pregare e reclamare le promesse. Gesù sta tornando, manca davvero poco, e dobbiamo discernere i tempi del Suo ritorno. Abbiamo letto in Osea dei due giorni, che rappresentano proprio il tempo che stiamo vivendo e che ormai sta giungendo alla conclusione. Abbiamo detto di non ascoltare tutte le voci che vogliono metterci ansia e paura, perché basta mezz’ora sui social o davanti alla televisione per ritrovarci depressi e pieni di paura. Noi non dobbiamo ascoltare la televisione, ma cambiare canale e sintonizzarci sul cielo, perché oggi, in tutti e cinque i continenti, Dio sta manifestando la Sua potenza: si sta muovendo in Asia, in Africa e in America. Pastori che sono venuti a trovarci ci hanno raccontato che durante le riunioni di evangelizzazione, l’ultima in Argentina, hanno preso tre stadi contemporaneamente perché le persone erano così tante che non bastava uno stadio, né due, ne sono serviti tre. Questo è il modo in cui Dio si sta muovendo nell’America del Sud, ma anche in Oceania e in Europa, che si sta risvegliando: è il tempo dell’Europa, è il tempo dell’Italia, nel nome di Gesù. Molti vivono tra le nuvole, ma tutto è sotto il controllo di Dio, che governa ogni cosa, nulla Gli sfugge o Lo coglie impreparato; per questo dobbiamo uscire da quella nebbia di confusione ed entrare nella nuvola della gloria. Lo Spirito Santo è stato sparso a Gerusalemme nel giorno della Pentecoste e il Suo operare terminerà al secondo giorno, con un giudizio per chi non ubbidisce a Dio e benedizioni per chi si allinea alla Sua volontà. Alcune parole descrivono lo spargimento dello Spirito Santo e ci aiutano a comprendere verso dove stiamo andando e cosa accadrà. Sappiamo da dove veniamo e abbiamo visto ciò che è stato, ma ora dobbiamo comprendere dove stiamo andando, discernere i tempi che viviamo e riconoscere che non ci resta molto tempo. Ma soprattutto dobbiamo sapere cosa dobbiamo fare: predicare l’Evangelo del Regno, salvare le anime perdute, con la nostra testimonianza vissuta ai piedi della croce, utilizzando anche i mezzi di comunicazione. Non dobbiamo usare i social per litigare né rispondere a provocazioni, perché il nostro compito non è discutere, ma predicare la Parola e annunciare la volontà di Dio anche attraverso questi mezzi di comunicazione. Cos’è lo spargimento dello Spirito Santo? È sinonimo di risveglio, che significa ritornare allo stato originale, ravvivare la Chiesa riportandola alla condizione in cui è nata, alle sue origini. Molti dicono: domani Dio risveglierà la Chiesa, ma Dio vuole visitare il Suo popolo oggi. Gesù disse: non hai riconosciuto il tempo della tua visitazione, e se l’avessimo riconosciuto non ci sarebbe stato un giudizio, ma una Coppa di misericordia sulla nostra vita, sulla nostra casa e sulla nostra chiesa. Se non discerniamo il tempo che stiamo vivendo, continueremo nella depressione e nello scoraggiamento, perché il diavolo ci ha storditi con notizie, distrazioni e confusione, per distoglierci dal comprendere i tempi. Non dobbiamo lasciarci distrarre: domani inizia un’altra settimana, ma Dio non è il Dio della sola domenica, ma di ogni giorno. Se discernessimo i tempi, non saremmo scoraggiati perché capiremmo che Dio ci sta ravvivando; abbiamo bisogno di un risveglio personale che riporti la Sua vita in noi e di gridare: risvegliaci, Signore! Il risveglio significa anche la restaurazione dei modelli divini.

Atti 3:21; “che il cielo deve ritenere fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, dei quali Dio ha parlato per bocca di tutti i suoi santi profeti fin dal principio del mondo.”

Già nella Genesi era annunciato che il Messia avrebbe schiacciato la testa al serpente e compiuto ciò che gli era stato profetizzato: questo è il risveglio. Lo spargimento dello Spirito Santo è sinonimo di movimento spirituale, necessario come il ricambio d’aria quando fa caldo per portare refrigerio dal cielo. Nel 1906, ad Azusa Street, un gruppo di giovani che leggeva Atti 2, dicendo: “La promessa è per noi”, si chiuse in preghiera e fu battezzato nello Spirito Santo, dando origine al movimento Pentecostale. Nel 1906, ad Azusa Street, si manifestò anche il movimento della guarigione; seguirono il movimento della formazione dei discepoli negli anni ’60, quello della Parola della fede negli anni ’70, il movimento profetico negli anni ’80 e quello apostolico negli anni ’90. Tutti questi movimenti furono direzioni date da Dio per preparare la Chiesa degli ultimi tempi. Il versamento dello Spirito è glorioso, soprannaturale, spontaneo e improvviso, una potente esplosione spirituale fuori dal nostro controllo, completamente guidata da Lui. Nel risveglio di Pensacola, in Florida, la caratteristica principale era la presenza tangibile di Dio: non ci furono grandi miracoli, ma le persone, profondamente convinte di peccato, si gettavano a terra in lacrime, mentre le riunioni si susseguivano senza sosta, tanto che fu definito il risveglio della presenza, della gloria. Il risveglio di Toronto, in Canada, iniziò con un autentico movimento di Dio che portò refrigerio a una Chiesa afflitta dalla depressione e priva della gioia divina, risvegliandola con una gioia soprannaturale. Sebbene alcuni aspetti, come i versi degli animali, furono manipolati, vi fu un’espressione autentica ispirata dallo Spirito: il ruggito del leone, simbolo della lotta contro la paura, la malattia e la depressione; nello stesso periodo si verificarono risvegli anche in altre parti del mondo. Nell’ultimo risveglio, che precede il ritorno di Gesù, ci saranno esplosioni di gioia, miracoli creativi, guarigioni, parole profetiche, restaurazione delle famiglie, crescita ed espansione del Regno. Non dobbiamo focalizzarci su una sola cosa, ma accogliere tutto ciò che Dio manifesterà, perché se non lo facciamo, beviamo vino vecchio che diventa aceto, mentre noi vogliamo il vino nuovo. Dio userà chiunque, in ogni area: è tempo di un risveglio esplosivo in tutta la Chiesa. Qualcuno dice che succederà, ma sta già succedendo: dobbiamo solo aprire gli occhi dello spirito perché Dio sta già manifestando le Sue promesse. Non dobbiamo guardare solo alle guerre, ai problemi, alla paura, al denaro, alla minaccia della bomba atomica, perché questo ci distoglie da ciò che conta davvero. Anche quando non riusciamo a dormire, dovremmo chiedere al Signore di farci vedere le cose come le vede Lui. Questo movimento è già iniziato, quindi prepariamoci nell’evangelizzazione perché arriverà un’esplosione di guarigioni, miracoli creativi, parole profetiche, liberazioni e prosperità; questo è il versamento dello Spirito. Non è solo una questione di doni: abbiamo lo Spirito Santo e dobbiamo dargli libertà di muoversi nelle nostre vite.

Atti 1:8; "Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all'estremità della terra»."

Molti responsabili di case di pace sono diventati prevedibili, ma quando lo Spirito Santo è presente, può cambiare ogni cosa all’istante. Sapete, lo spargimento dello Spirito Santo ha sempre un proposito; ora ne vedremo alcuni.

Il primo proposito è influenzare.

Quando lo Spirito è all’opera, il nostro quartiere, la nostra città, la nostra nazione e persino il nostro continente vengono influenzati dalla Sua presenza. Accadono due cose quando viviamo in un luogo: o i peccati di quel territorio soggiogano la Chiesa, oppure è la Chiesa che prende autorità spirituale e guida il cambiamento. La Chiesa ha bisogno di riprendere la sua posizione di autorità, usando il potere che le è stato dato per cacciare i demoni, intercedere per chi è schiavo del peccato e portare Cristo nei luoghi bui.

Il secondo proposito è rimuovere la potenza demoniaca.

Non dobbiamo temere il diavolo, perché è già stato sconfitto: Gesù gli ha schiacciato la testa e noi, come figli di Dio, abbiamo autorità su di lui. Il problema è che spesso non preghiamo, non perseveriamo e non esercitiamo la nostra autorità, ma quando lo facciamo, la gloria si manifesta.

Il terzo proposito è toccare la terra con l’evangelo del Regno.

In ogni risveglio Dio prepara persone da inviare e ci avverte che, risvegliandoci, sconvolgerà i nostri programmi. Dobbiamo andare oltre il “venire in chiesa per stare meglio” e iniziare a cacciare demoni, guarire i malati e sostenere il pastore nel diffondere la visione, perché Dio ci potenzia proprio per manifestare la Sua potenza. Quando la parola arriva a noi, non deve restare bloccata, ma scorrere liberamente per raggiungere gli altri, portando vita, trasformazione e rivelazione: questo è il vero risveglio.

La Pentecoste è la manifestazione della potenza di Dio, e questo significa che siamo stati potenziati per guarire gli infermi, liberare gli oppressi e prosperare. Lo Spirito Santo non è solo per alcuni, per una persona in particolare, un popolo in particolare, ma su ogni carne. Un giorno Dio usò un’asina che, dopo aver ragliato, iniziò a profetizzare; se ha parlato attraverso un animale, quanto più potrà parlare attraverso di noi, che siamo suoi figli, usando sogni e visioni. Quando non sappiamo perché siamo stati potenziati dallo Spirito Santo, succede che lo perdiamo. I culti non sono per divertire le persone, ma per potenziarci e per farci comprendere chi vive dentro di noi. 

 

 

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