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Sali Quassù

Sali Quassù

 

SALI QUASSÙ

Casavatore 07-12-2025                                                                         PREDICAZIONE: MENTORE RAFFAELLA PULITO

Il messaggio che condivideremo, intitolato “Sali Quassù”, è un invito dello Spirito Santo a elevarci spiritualmente, a lasciare il livello in cui ci troviamo per entrare in una dimensione più alta di comunione, rivelazione e ascolto.

Apocalisse 4:1; “Dopo queste cose, io vidi, ed ecco una porta aperta nel cielo, e la prima voce che avevo udito parlare con me come una tromba disse: «Sali quassù e ti mostrerò le cose che devono avvenire dopo queste».”

Lo Spirito vuole rivelare ciò che sta accadendo e ciò che avverrà, affinché la Chiesa sia pronta per gli ultimi tempi, evitando confusione e stordimento, e comprendendo chiaramente la propria missione sulla terra. Come semi, siamo piantati in una casa che ha una visione celeste, una visione che non nasce dal cuore umano ma dal cuore di Dio e che viene impartita ai pastori della casa. La missione è chiara: evangelizzare il mondo e discepolare le nazioni. Questo è il tempo per agire, per muoversi spinti dal vento dello Spirito Santo, che ci porterà anche dove non vorremmo andare per piantare case di pace. È tempo di cambiare mentalità, perché la comodità e la staticità non appartengono al Regno di Dio. Gesù percorreva chilometri con i suoi discepoli, senza routine né comodità: seguirlo significa mettersi in movimento. Il risveglio è arrivato e porterà lode e adorazione continue giorno e notte. Dio prepara ogni credente a diventare un operaio nella sua messe. Molti pregano per il risveglio, ma pochi comprendono che esso comporta fuoco, dedizione e rinuncia alla comodità. “Salire quassù” è l’invito divino a entrare nel soprannaturale: Dio vuole usarci in questa stagione di transizione e cambiamento. Il nuovo di Dio è già dentro di noi e deve manifestarsi; dobbiamo crederci fino in fondo, perché spesso l’ostacolo maggiore siamo noi stessi. Il risveglio non verrà da fuori, ma nascerà da noi, dal nostro popolo, dalla nostra città e da tutta la nazione. Anche se molti dubitano e dicono: “Può forse venire qualcosa di buono da questa città?”, Dio sta già scuotendo le fondamenta e risvegliando un popolo che prega e intercede senza sosta, affinché l’olio fresco scenda e le lampade restino accese. Questa città ha bisogno di una Chiesa che porta luce nel mondo dello spirito, non chiusa ma dinamica, pronta a espandersi e a fondare case di pace. È il momento di rispondere: “Signore, eccomi, manda me, non per forza né per potenza, ma per il tuo Spirito”. Il cristianesimo è cambiamento: eravamo distrutti, ma Dio ci ha restaurati e liberati perché diventassimo testimonianza vivente della sua salvezza. Lo Spirito Santo trasforma dall’interno verso l’esterno; il vero cambiamento nasce dal cuore e non dall’apparenza, perché “ … Colui che ha cominciato un’opera buona in voi, la porterà a compimento ...” (Filippesi 1:6). È lo Spirito Santo che trasforma e rinnova l’essere umano quando questi si immerge nella Sua presenza. Dio desidera condurre la Chiesa alla maturità spirituale, non a un semplice coinvolgimento emotivo o a un’esperienza superficiale, perché il Regno di Dio non è intrattenimento: è potenza che cambia i cuori. Il mutamento interiore si manifesta poi anche all’esterno, nel modo di parlare, di agire, di vestire, non per imposizione ma per timore e rispetto verso Dio. Chi era una donna seduttrice può diventare una donna che influenza con purezza, poiché il cambiamento autentico parte dal cuore e non pesa, ma rivela la vera natura di figli di Dio. Questo è ciò che Dio vuole per la Sua Chiesa: la bellezza autentica che impatta il mondo attraverso la potenza dello Spirito Santo, la “dýnamis” divina posta dentro di noi. La crescita spirituale dipende dalla relazione con lo Spirito Santo; il cristianesimo nasce da un rapporto d’amore tra Padre e figli, reso possibile dal sacrificio di Gesù che ha riscattato la nostra anima e ci ha dato libero accesso al trono della grazia. Dio ora sta attirando famiglie e nazioni intere; il risveglio che si prepara non dipende dalle capacità umane, perché è il Trono della Grazia che attira. Non siamo noi a condurre le persone a Cristo, ma è Gesù in noi che attira i cuori, come dice in Matteo 11:28: “Venite a me, voi tutti che siete travagliati e aggravati, ed io vi darò riposo.” Gesù, inoltre, ci ricorda qual è la vera fonte che sostiene la nostra vita e dirige ogni passo del nostro cammino, dichiarando in Matteo 4:4: “Ma egli, rispondendo, disse: «Sta scritto: "L'uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio"».” Solo la voce di Dio cambia veramente, portando vita, visione e proposito. Le Sue parole non tornano a Lui senza aver compiuto l’opera per cui sono state mandate: è tempo di reclamare le promesse di Dio, dicendoGli che crediamo in Lui; questo è il tempo dell’esaudimento. Parola e preghiera sono inscindibili, e la preghiera vera nasce dallo Spirito, che ispira parole capaci di colpire il bersaglio. I problemi visibili sono solo la punta dell’iceberg, ma lo Spirito rivela la radice nascosta e guida a demolirla. Dio chiama la Chiesa a una preghiera infuocata, frutto dell’intimità con lo Spirito. L’incontro con Gesù spesso nasce dal bisogno, ma Dio invita a salire più in alto, a cercare la Sua faccia come nel Salmo 27:8: “Il mio cuore mi dice da parte tua: «Cercate la mia faccia». Io cerco la tua faccia, o Eterno.” Questa è intimità, relazione cuore a cuore. Nei tempi difficili molte voci confondono e il male si veste da bene, ma solo l’intimità con Dio mantiene la Chiesa allineata al cielo. Lo Spirito Santo porta fuoco, rinnovo e una nuova mentalità, insegnandoci a pensare non secondo il mondo, ma secondo il cielo, perché come dice in Isaia 55:8: “«Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri né le vostre vie sono le mie vie», dice l'Eterno.” Non basta ascoltare un culto: ringraziamo Dio per la parola e per gli insegnamenti, ma ciò che veramente trasforma è una relazione profonda e intima con Lui.

2°Corinzi 3:18; “E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore.”

Una trasformazione è in corso anche se i nostri occhi naturali non la vedono, perché lo spirito è connesso allo Spirito Santo. Il mondo spirituale è più reale di quello naturale: come un piccolo seme che sembra dormire ma presto germoglia, così la parola ricevuta crescerà fino a diventare un albero, querce di giustizia, la piantagione dell’Eterno, destino della Chiesa. Ogni giorno abbiamo una missione spirituale, ovunque andiamo possiamo portare una parola buona, e l’intimità con Dio ci dona franchezza e fuoco per parlare di Gesù, fonte della vita. Dio ha scelto ognuno di noi per nome, e prima ancora di nascere eravamo nel Suo proposito: vivere in questo tempo significa essere stati destinati per adempiere la Sua opera negli ultimi tempi, per partecipare al più grande risveglio che verrà. Gesù è il nostro esempio, sempre in comunione con il Padre: anche tra le folle sapeva ritirarsi in preghiera, perché la priorità era la presenza di Dio. Se non attingiamo da questa fonte, le nostre parole restano vuote, ma una sola parola ispirata dalla presenza può portare guarigione e vita. Lo Spirito Santo vuole condurci nel nuovo di Dio, non basato su esperienze passate, perché: “Ecco, io faccio una cosa nuova; essa germoglierà; non la riconoscerete voi? …” (Isaia 43:19). Gesù non ha mai imposto la preghiera, per questo l’imposizione religiosa nelle famiglie deve cessare, perché la relazione con Dio nasce dal piacere di stare alla Sua presenza, e da una vita trasformata che parla più di molte parole. La vittoria è essere motivo di attrazione e non di fuga per gli altri, e la preghiera è l’arma che Dio ci ha dato per manifestarla. La Chiesa è chiamata a partorire propositi e anime, perché nel suo ventre arde il fuoco dello Spirito Santo, e pregando in altre lingue si accumula un deposito spirituale che deve produrre frutti e visioni. Attraverso di noi, Dio scuoterà la nostra città con la Sua potenza; questo è il tempo di liberarsi della polvere, perché essa non appartiene ai figli di Dio, ma il fuoco sì. Prima eravamo come bruchi che strisciavano nella polvere e nel fango, ma Dio ha compiuto una metamorfosi trasformandoci in farfalle, cambiando completamente la nostra visuale e il nostro modo di vivere. Non ci nutriamo più del cibo dei bruchi ma del cibo dei re, il nettare, il miele della Parola di Dio, della quale dobbiamo cibarci ogni giorno. Dio ci chiama a crescere nel digiuno, nella preghiera e nell’intercessione, perché come il corpo ha bisogno di alimentarsi più volte al giorno, così lo spirito deve nutrirsi della parola di Dio. Se abbiamo fame della Parola, solo essa può saziarci e darci la forza per vivere secondo il Suo proposito. Le risposte non vanno cercate nei social o nella tecnologia, ma in Dio, perché dipendiamo da Lui, e quando la nostra vita di preghiera cambia, le persone attorno a noi percepiscono il profumo del cielo che emana da noi. Come una persona che lavora in pasticceria e senza accorgersene porta con sé l’odore dei dolci, così chi dimora nella presenza di Dio è impregnato del profumo soprannaturale della Sua gloria; quel profumo attira le persone, non verso noi stessi, ma verso Dio. La preghiera è relazione tra Padre e figlio: Gesù ci ha rivelato un Dio vicino, non distante, insegnandoci a pregare dicendo “Padre nostro che sei nei cieli”, non come formula, ma come modello per parlare cuore a cuore con Dio, anche con parole semplici e autentiche. Quando diciamo “venga il tuo Regno”, riconosciamo il nostro bisogno della Sua volontà nella nostra vita, sottomettendoci a ciò che Lui vuole. La preghiera è anche un atto di fede, perché chi si accosta a Dio deve credere che Egli ricompensa chi Lo cerca; non Lo si trova con i sensi o le emozioni, ma con il cuore. Dio promette di non lasciarci mai, quindi lasciamoci toccare dallo Spirito e immergiamoci nella Sua presenza. Essa parla anche di arresa: come Gesù nel momento della croce disse “non la mia volontà, ma la tua sia fatta”, anche noi dobbiamo scegliere la volontà del Padre, che è sempre buona, perfetta e accettevole. Inoltre, la preghiera richiama alla dipendenza: il mondo vuole renderci schiavi dei social, ma noi dobbiamo dipendere dallo Spirito Santo.

Giovanni 5:19; “Allora Gesù rispose e disse loro: «In verità, in verità vi dico che il Figlio non può far nulla da se stesso, se non quello che vede fare dal Padre; …”

Gesù viveva dipendendo totalmente dal Padre: non agiva di propria iniziativa, ma seguiva la direzione divina, come quando incontrò la Samaritana, che vide la sua vita trasformata. Quando seguiamo il proposito di Dio, le vite cambiano e la Sua potenza si manifesta. Quando Gesù guarì il cieco nato, sputò a terra e fece del fango che applicò sugli occhi dell’uomo, il quale riacquistò la vista; nessuno gli aveva detto di agire così, fu guidato dal Padre. Dio ci ha dato temperamento e personalità unici, per essere strumenti attraverso cui il Suo Spirito può agire liberamente, anche in modi inusuali. Lo Spirito Santo sta portando la Chiesa a una rottura per generare maturità, perché al nemico piace mantenerci bambini spirituali, fermi, confusi e irritabili. Invece di soffermarci su ciò che disturba, dobbiamo fissare lo sguardo su Gesù, desiderando la Sua gloria e la manifestazione del soprannaturale. Dio ci vuole maturi, figli che sanno lasciarsi guidare, non capricciosi come bambini davanti a un negozio di giocattoli. I figli maturi accettano la correzione, perché la disciplina è segno di amore: quando veniamo corretti da Dio o da chi Egli pone sopra di noi, è per farci crescere dritti e sani nella fede. Dio vuole che siamo luce nel mondo, saldi, testimoni viventi e di esempio, perché questa è la missione della Chiesa. I figli di Dio devono camminare secondo lo Spirito, mantenendo acceso il fuoco della preghiera. Nessuno può dipendere dalla preghiera di un altro: il rapporto con Dio è personale, unico come quello tra sposi. Ci sono parole che il cielo vuole rivelare solo nel segreto, ma spesso non diamo tempo all’intimità, che invece è la priorità. La preghiera agisce come un collirio spirituale che apre occhi e orecchie, permettendoci di vedere e udire chiaramente la voce di Dio, l’unica che porta vita, direzione e ordine. Dio non vuole apparenze perfette sui social, ma trasformazione interiore; lavora nell’invisibile prima di manifestarsi nel visibile. Ciò che contempliamo diventa parte di noi, quindi occorre fare attenzione a cosa fissano i nostri occhi. Dio sta suscitando una generazione come quella di Samuele, figlio di Anna, che da sterile pregò con tutto il cuore e fece voto a Dio, promettendo che, se le avesse concesso un figlio, lo avrebbe consacrato a Lui; e Dio rispose. Le preghiere delle madri sono potenti, e i genitori devono vigilare spiritualmente, scoprendo i doni dei propri figli non per proiettare su di loro i propri sogni frustrati, ma per guidarli nel proposito divino. I figli non devono vivere le ambizioni dei genitori, ma il destino stabilito da Dio; per questo il passato va lasciato alle spalle, perché non ha spazio nella nuova gloria. I nostri figli sono consacrati per questo tempo, dotati di talenti unici per il risveglio degli ultimi tempi. Anna mantenne il suo voto portando Samuele al tempio, dove crebbe nella presenza di Dio, dormendo nel tabernacolo e impregnando la sua vita del profumo della gloria divina. Fu proprio mentre viveva in quell’ambiente consacrato che, in una di quelle notti, Samuele udì una voce chiamarlo: “Samuele, Samuele”, così si svegliò e corse da Eli, il sacerdote che lo educava e lo istruiva, ma questi gli disse di tornare a dormire. La scena si ripeté più volte, finché Eli comprese che era Dio a parlare e gli disse: “Se ascolterai ancora la voce, rispondi: ecco, Signore, il tuo servo ascolta.” Così Samuele dimostrò un cuore obbediente e sottomesso, pronto a scomodarsi pur di rispondere alla chiamata di Dio. Questa è l’immagine di una generazione che ascolta la voce del Signore; per questo è importante insegnare ai figli a conoscere la Parola e ad ascoltare Dio, perché il seme piantato in loro non si allontanerà mai, e così nasce una generazione profetica, con orecchi aperti alla voce del cielo.

Isaia 50:4-5; “«Il Signore, l'Eterno, mi ha dato la lingua dei discepoli perché sappia sostenere con la parola lo stanco; egli mi risveglia ogni mattina, risveglia il mio orecchio, perché io ascolti come fanno i discepoli. 5 Il Signore, l'Eterno, mi ha aperto l'orecchio e io non sono stato ribelle né mi sono tirato indietro.”

Colui che risveglia e che apre il nostro orecchio è Dio, ma coloro che devono ascoltare e allinearsi a quella voce siamo noi. Dio ci chiama ad una resa totale, a lasciare il passato e a vivere pienamente il proposito presente. Le ombre e le paralisi spirituali vengono spezzate nel nome di Gesù, perché nessun tormento del passato può resistere alla luce che irrompe dalla presenza di Dio. Il fuoco dello Spirito Santo, che rappresenta la presenza viva di Dio, sta portando un risveglio che inizierà dalla nostra vita. A Pentecoste lingue di fuoco si posarono su ognuno, segno che la potenza di Dio è per tutta la Chiesa. Questo sarà il tempo in cui l’onore e l’amore fraterno cresceranno, vedremo la gloria di Dio negli altri e ne gioiremo, non con gelosia ma con gratitudine. Il Dio che ha promesso è fedele: ci chiede di restare fermi e obbedienti, non di fuggire come fece Giona. Ogni allontanamento dalla presenza di Dio ha un prezzo, ma chi resta saldo sperimenterà la Sua potenza liberatrice. La voce di Dio oggi dice: “Sali quassù, c’è di più per la tua vita.” Tutte le catene e le delusioni del passato vengono spazzate via dal fiume della gloria, perché noi siamo chiamati per questo tempo, non per nasconderci né per rallentare. Dio sta facendo cose nuove nei matrimoni, nelle famiglie e nella Chiesa, restaurando ciò che era distrutto. Le famiglie risanate diventeranno strumenti di risanamento per altre famiglie, perché non si lasceranno intimidire né si vergogneranno di testimoniare; la loro storia mostrerà la potenza della gloria di Dio. La Chiesa non deve più nascondersi, ma guidare, perché è posta in alto e non in basso, chiamata a essere la luce che conduce a Cristo. Elia, dopo l’intimidazione di Jezebel, fuggì nella caverna del monte di Dio, l’Horeb, temendo per la sua vita, ma Jezebel non aveva autorità spirituale su di lui. Sapete, la parola di Dio è come un martello che spezza la roccia più dura, e ogni intimidazione è rotta nel nome di Gesù. Poi, sappiamo come Elia uscì dalla caverna: udì il fuoco, il vento, il terremoto e poi, a un certo punto, un dolce sussurro: "Elia, che ci fai qui? Esci." Così anche Dio chiama per nome ciascuno di noi dicendo: “Esci dalla caverna, io ti ho chiamato con un proposito, la mia presenza sarà con te e ti guiderà.” La differenza nella vita del credente non sono le proprie forze ma la presenza di Dio, che non viene mai meno. Il fuoco dello Spirito Santo sta compiendo un’opera di restaurazione: noi siamo l’argilla nelle mani del vasaio che sta modellando un capolavoro perfetto. Questo fuoco sta rompendo una cultura, producendo un cambio interiore e una santa crisi che trasforma la mentalità. Una mentalità religiosa deve essere spezzata, perché il fuoco segna un destino di integrità, passione e consacrazione. La generazione che Dio sta formando sarà caratterizzata da queste qualità, una Chiesa unita che manifesta la gloria di Dio come un’unica famiglia. L’unità si riconosce anche nel linguaggio: quando in casa ognuno parla un linguaggio diverso, c’è divisione, ma lo Spirito Santo è venuto per portare unità attraverso le lingue del cielo. Dobbiamo nutrirci della parola di Dio e della preghiera, indispensabili per la Chiesa, perché è in atto un grande cambiamento e mai più si ricorderanno le cose passate.

Isaia 43:18-19; “«Non ricordate più le cose passate, non considerate più le cose antiche. 19 Ecco, io faccio una cosa nuova; essa germoglierà; non la riconoscerete voi? Sì, aprirò una strada nel deserto, farò scorrere fiumi nella solitudine.”

Dio sta facendo qualcosa di nuovo in tutti i campi, anche nelle finanze: c’è una transizione e un trasferimento, le ricchezze degli ingiusti passeranno ai giusti, ma il cuore dovrà restare lontano da Mammona e legato al cielo, perché tutto servirà per il Regno di Dio. C’è un cambio di cultura e come otri nuovi trattati dall'olio dello Spirito Santo per essere elastici, dobbiamo essere pronti a ricevere il vino nuovo. La Chiesa deve avanzare come un esercito con la spada della parola di Dio, che divide l’anima dallo spirito e ci guida secondo lo Spirito Santo. Dichiariamo una rottura e il fuoco dello Spirito sulla nostra vita, perché il nuovo di Dio è già iniziato.

 

 

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