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Strategie del nemico degli ultimi tempi 2°Parte

Strategie del nemico degli ultimi tempi 2°Parte

 

STRATEGIE DEL NEMICO DEGLI ULTIMI TEMPI 2°PARTE

Casavatore 09-08-2026                                                                              PREDICAZIONE: PASTORE ANTONIO RUSSO

Oggi continueremo a trattare il tema che abbiamo condiviso la settimana scorsa: “Strategie del nemico degli ultimi tempi 2°Parte”. Parliamo degli ultimi tempi perché Gesù sta tornando e lo scopo del nemico è allontanarci da Dio e dalla Sua presenza, mentre lo scopo di Dio è ricondurci a Sé e portarci nella Sua presenza. La settimana scorsa abbiamo parlato di due strategie del nemico: la distrazione e la delusione. Oggi vedremo altre due strategie: la critica e il tradimento, soprattutto contro coloro che hanno deciso di adempiere il proposito di Dio e di andare avanti nella verità. Entrambe sono espressioni della carne e, quando permettiamo loro di entrare nel nostro cuore, producono danni spirituali e, di conseguenza, anche nella nostra vita.

Quindi, dopo la distrazione e la delusione, la terza strategia da analizzare è la critica.

La critica arriva quando qualcuno parla male di noi, parla contro di noi, mette in discussione ciò che facciamo o critica le nostre scelte. Il suo obiettivo è scoraggiarci e farci smettere di fare ciò che Dio ci ha chiamato a fare. Dopo la caduta dell’uomo nel peccato, la natura umana è stata profondamente contaminata. La Scrittura parla di un cuore insanabilmente maligno e, attraverso Geremia ed Ezechiele, Dio annuncia un cuore nuovo e una trasformazione interiore. Adamo ed Eva, a causa della disubbidienza, si allontanarono dalla presenza di Dio e passarono dalla vita alla morte spirituale, perdendo la comunione con Lui. Questa condizione interiore si manifesta anche nel modo in cui l’essere umano pensa, parla e si relaziona con gli altri: abbiamo continuamente bisogno di parlare, esprimere giudizi e dire la nostra opinione. La storia dell’uomo anziano, del bambino e dell’asinello ci insegna proprio questo: qualunque cosa facciamo, ci sarà sempre qualcuno che avrà qualcosa da ridire. Prima viene criticato perché lascia camminare il bambino mentre lui cavalca, poi perché lascia cavalcare il bambino, poi perché camminano entrambi a piedi e infine perché salgono entrambi sull’asinello. La lezione è chiara: non possiamo accontentare tutti. Quando decidiamo di ubbidire a Gesù e rimanere nella volontà di Dio, dobbiamo imparare a non lasciarci condizionare continuamente dalle opinioni degli altri. La critica è un’opera della carne e produce contese, divisioni, inimicizie e discordie. Nell’Epistola di Paolo ai Galati 5:19, leggiamo: “Or le opere della carne sono manifeste e sono…” e vengono elencate inimicizie, contese, gelosie, ire, rivalità, divisioni e altre opere della carne. Paolo, in Filippesi 2:14, dice: “Fate ogni cosa senza mormorii e senza dispute.” E Giacomo 4:11 afferma: “Fratelli, non parlate gli uni contro gli altri.” Se dunque vogliamo liberarci da questi atteggiamenti e imparare a parlare e a relazionarci secondo la volontà di Dio, la nostra mente deve essere rinnovata. Quando un ministro o un credente fa avanzare il Regno di Dio e provoca danni al regno delle tenebre, il nemico cercherà di usare la critica, in un modo o nell’altro, per fermarlo. Quando cominciamo a muoverci nel soprannaturale, dobbiamo prepararci, perché il soprannaturale sarà criticato e non sarà accettato da coloro che sono carnali, anche da coloro che dicono di essere fratelli, ma vivono secondo la carne. Il soprannaturale dimostra infatti che il regno di Satana è sconfitto e che il Regno di Dio è presente, è vincente ed è operante. Per questo, quando cominciamo a fare con fedeltà ciò che Dio ci ha affidato, raggiungendo i perduti, restaurando famiglie, guarendo cuori spezzati, pregando per i malati e portando liberazione e trasformazione, l’opposizione aumenta. Noi apparteniamo al Regno di Dio, ma siamo presenti in un mondo nel quale opera anche il regno delle tenebre. La Scrittura identifica Satana come l'avversario, colui che si oppone a Dio e al Suo popolo, e che cercherà di fare tutto il possibile per paralizzare e bloccare la nostra vita. Per questo la critica arriverà, perché il suo obiettivo è fermarci. Ma non dobbiamo permettere che l'opposizione fermi ciò che Dio sta facendo nella nostra vita e attraverso la nostra vita. Più ci criticano, più dobbiamo continuare, perché più l’opera cresce, più persone vengono salvate e raggiunte e il Regno di Dio avanza, e questo era anche nel cuore di Gesù. Gesù è stato criticato, accusato e perseguitato, e disse ai Suoi discepoli: “… se fanno questo al legno verde, che cosa sarà fatto al secco?” Dobbiamo quindi armarci di questo pensiero e rimanere fermi nella volontà di Dio. Gesù non soltanto ha predicato e insegnato l'Evangelo, ma ha guarito i malati, liberato persone oppresse dai demoni e manifestato la potenza del Regno di Dio. Con Gesù, la liberazione dalle potenze demoniache diventa una manifestazione centrale e visibile dell'autorità del Regno di Dio: malattie guarite, demoni cacciati, vite trasformate e persone liberate. Quando il Regno di Dio avanza, il regno delle tenebre reagisce. Per questo non dobbiamo sorprenderci dell'opposizione, ma rimanere fermi nella fede, nella verità e nella volontà di Dio. Anche all'interno del popolo di Dio possiamo essere criticati da persone che non hanno discernimento spirituale. Ma non conosciamo il prezzo che una persona ha pagato nel segreto, le battaglie combattute, le lacrime versate e le preghiere fatte. Infatti, Gesù disse: “… il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà pubblicamente.” (Matteo 6:6) Dietro una vittoria pubblica, spesso c'è una battaglia vinta nel segreto. La critica può scoraggiarci e paralizzarci attraverso quelle voci che dicono: “Ma chi si crede di essere?” “Ma cosa vuole fare?” “Ma dove vuole arrivare?” Ma se sappiamo di essere nella volontà di Dio, continuiamo ad andare avanti e non arrendiamoci! Continuiamo a camminare, a servire Dio e a compiere ciò che Egli ci ha affidato. Gli altri potranno criticarci e parlare contro di noi, ma dobbiamo sapere con certezza chi è Colui che ci ha chiamati. E quando abbiamo questa certezza, non permetteremo a niente e a nessuno di paralizzarci o di bloccarci. Pensiamo a Mosè: Dio lo aveva chiamato a essere il liberatore del popolo d’Israele, che era schiavo in Egitto. Fu più volte criticato dal popolo e persino da Aaronne e Miriam, suo fratello e sua sorella. La loro critica metteva in discussione la posizione e l’autorità che Dio aveva affidato a Mosè. Dio intervenne in difesa del Suo servo e Miriam fu colpita dalla lebbra, ma Mosè non si vendicò; al contrario, pregò per lei e chiese a Dio di guarirla. Questo ci insegna che, quando veniamo criticati, la nostra risposta non deve essere la vendetta. Quando Dio ci difende, possiamo lasciare la nostra causa nelle Sue mani e continuare ad andare avanti nella Sua volontà. Non dobbiamo permettere alla critica di trasformare il nostro cuore in un cuore pieno di amarezza, rancore e vendetta. Naturalmente, se commettiamo degli errori, Dio ci corregge, ed è bene che lo faccia, perché Dio è più interessato alla nostra vita che al nostro servizio. Il nostro carattere e la nostra relazione con Dio vengono prima del servizio, ma una cosa è la correzione di Dio e un’altra è la critica fatta con l’intento di scoraggiare, ferire o fermare una persona. Pensiamo anche a Neemia: Dio gli aveva affidato la missione di ricostruire le mura di Gerusalemme, ma coloro che si opponevano alla sua opera cercarono di distrarlo, scoraggiarlo e fermarlo; Neemia, però, aveva qualcosa da costruire e non poteva fermarsi. Forse anche noi abbiamo qualcosa da costruire o da ricostruire: la nostra famiglia, il nostro servizio a Dio, una visione che Dio ha messo nel nostro cuore o ciò che il nemico ha cercato di distruggere; non permettiamo alla critica di fermarci! Quando la critica è soltanto un tentativo di bloccarci, impariamo a ignorarla; non perdiamo tempo a rispondere a ogni persona o a giustificarci davanti a tutti, ma concentriamoci sull’opera che Dio ci ha affidato. Guardate cosa è scritto in Isaia 50:5-7: “Il Signore, DIO, mi ha aperto l’orecchio, e io non sono stato ribelle, né mi sono tirato indietro. Ho presentato il mio dorso a quelli che mi percotevano, e le mie guance a quelli che mi strappavano la barba; non ho nascosto il mio volto agli insulti e agli sputi. Ma il Signore, DIO, mi aiuta; perciò non sarò confuso; per questo ho reso la mia faccia dura come la pietra, e so che non sarò svergognato.” Questo è l’atteggiamento che vediamo in Gesù davanti all’opposizione, agli insulti e alla persecuzione. Quando arriva la critica, non deprimiamoci e non viviamo schiavi di ciò che le persone pensano di noi; non fermiamoci, ma continuiamo ad avanzare. Ricordiamoci qual è lo scopo della critica: paralizzarci e bloccarci. Il diavolo ha cercato di “tappare la bocca” a persone che avevano qualcosa da dire, qualcosa da fare e una chiamata da adempiere, fino a farle smettere di parlare, servire e andare avanti. Ma oggi Dio vuole liberarci e guarirci, vuole guarire il nostro cuore e la nostra anima e restituirci la libertà di fare ciò che ci ha chiamati a fare. Non permettiamo alla critica di rubarci ciò che Dio ha messo dentro di noi. La nostra voce non deve essere messa a tacere e la nostra chiamata non deve essere fermata: se Dio ci ha chiamati, continuiamo ad andare avanti!

La quarta strategia del nemico è il tradimento.

Gesù, parlando degli ultimi tempi, disse in Matteo 24:10: “E allora molti si scandalizzeranno, si tradiranno e si odieranno gli uni gli altri.” Questa è un'opera diabolica che riguarda gli ultimi tempi in modo forte ed evidente. Il tradimento avviene quando qualcuno agisce contro di noi di nascosto, soprattutto quando arriva da una persona di cui ci siamo fidati. Anche Gesù ha sperimentato questo nella Sua vita: tra i dodici c’era Giuda, che Lo tradì con un bacio, un segno di amicizia e di intimità; ecco perché essere traditi da una persona a noi vicina ferisce profondamente. Gesù sapeva che Giuda Lo avrebbe tradito e che Pietro Lo avrebbe rinnegato, ma sapeva anche che Pietro sarebbe ritornato. Questa è una lezione molto importante: non dobbiamo permettere a un tradimento di farci diffidare di tutti. Una delle tentazioni del nemico è farci pensare: “Adesso non puoi più fidarti di nessuno”, ma così non possiamo vivere; dobbiamo imparare nuovamente a fidarci delle persone che Dio mette accanto a noi. Noi non siamo chiamati a competere gli uni con gli altri, ma a edificarci, incoraggiarci, sostenerci, aiutarci e crescere insieme. Dobbiamo imparare a perdonare chi ci ha tradito senza smettere di credere nelle persone. Se uno, due o tre ci hanno tradito, non possiamo fargliela pagare agli altri, perché essere feriti da qualcuno non significa chiudere il cuore verso tutti. Nessuno può fare tutto da solo: abbiamo bisogno di persone che ci sostengano, ci incoraggino e ci accompagnino nel cammino che Dio ci ha chiamato a percorrere. La Bibbia ci dice: “Se uno ne mette in fuga mille, due ne mettono in fuga diecimila.” Quando impariamo a camminare insieme, a fidarci, a perdonarci e a valorizzare ciò che Dio ha compiuto nella vita delle persone, possiamo fare molte cose per il Regno di Dio. Il tradimento ferisce il cuore, soprattutto quando amiamo la persona che ci ha tradito. Anche l'adulterio è una ferita alla fiducia e un tradimento dell'amore che Dio ci ha chiamato a custodire. È scritto in Ebrei 13:4: “Sia il matrimonio tenuto in onore da tutti e il letto coniugale sia incontaminato, poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri.” Anche se siamo stati traditi, non possiamo permettere a quella ferita di determinare il nostro futuro. Dobbiamo invitare lo Spirito Santo a guarire il nostro cuore, perché, se non guariamo, porteremo quella ferita nella famiglia, nelle relazioni, nel servizio a Dio e nel proposito che Egli ha preparato per la nostra vita; per questo, dobbiamo decidere di lasciare quel peso nelle mani di Dio. Il tradimento può essere qualcosa che ci è accaduto, ma non deve determinare chi siamo né la persona che diventeremo. Guariamo, perdoniamo, permettiamo allo Spirito Santo di guarire il nostro cuore e continuiamo ad andare avanti: non permettiamo al tradimento di bloccare la nostra vita.

 

 

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